Nella suggestiva cornice di Borgo 50, affacciato sul mare e con vista sul Castello di Baia, è stato presentato il libro Camera con Vigna di Vincenzo D’Antonio, giornalista e scrittore esperto di enogastronomia.
Il volume propone un viaggio attraverso l’Italia, da nord a sud, alla scoperta di cantine e aziende vitivinicole che offrono esperienze di soggiorno tra i filari. Un modo innovativo di vivere il vino non solo come degustazione, ma come esperienza immersiva, capace di coniugare ospitalità, territorio e cultura.
“Camera con Vigna” censisce 153 strutture distribuite lungo tutta la penisola, selezionate direttamente dall’autore e descritte regione per regione. Si tratta di realtà di piccole dimensioni – da due a dodici camere – che garantiscono un’accoglienza autentica e integrata con l’attività produttiva. L’offerta spazia da colazioni a chilometro zero a degustazioni guidate, fino a eventi culturali e iniziative legate ai prodotti DOP.
Con la prefazione di Roberta Garibaldi, il libro rappresenta una vera e propria mappatura del cosiddetto “turismo DOP”, settore in forte crescita. I dati confermano il trend positivo: nel 2026 si stimano circa 18 milioni di italiani coinvolti in esperienze legate al vino, con un incremento significativo rispetto agli anni precedenti.
Secondo D’Antonio, l’enoturismo non è solo una tendenza, ma uno dei modi più autentici per conoscere l’Italia, fatta di paesaggi, storia e tradizioni spesso custodite proprio tra vigne e cantine. Un racconto che si intreccia con i valori della Dieta Mediterranea, dove il cibo diventa espressione di convivialità e identità territoriale.
L’evento, curato dalla giornalista Laura Gambacorta, si è svolto nella location flegrea gestita dalla famiglia Mazzella, con i fratelli Erasmo e Rosario impegnati a portare avanti il progetto avviato dal padre Ferdinando, fondato su accoglienza, cucina e valorizzazione del territorio.
A seguire, un buffet conviviale firmato dallo chef Giuseppe Esposito ha accompagnato la presentazione con una proposta gastronomica creativa e radicata nel territorio: dai minibun con maialino cotto su kamado alla pasta mista con crema di cicerchie e guanciale, fino al katsu-sando di tonno rosso. In abbinamento, i cocktail del bar manager Giuseppe Tufano, tra cui il “Libeccio Whisper” e il “Daisy Passion”, hanno completato l’esperienza sensoriale.
Un evento che ha saputo coniugare cultura, gusto e territorio, celebrando un nuovo modo di viaggiare e raccontare il vino italiano.
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