domenica, Maggio 31, 2026
spot_img
HomeEconomiaLa crescente diffusione dell’Intelligenza Artificiale: prospettive, opportunità e rischi

La crescente diffusione dell’Intelligenza Artificiale: prospettive, opportunità e rischi

L’utilizzo sempre più esteso della IA a scopi produttivi va governato nell’ottica di mettere questa tecnologia al servizio delle persone

Nelle Considerazioni finali del Governatore sul 2025 del 29 maggio scorso, presentate in occasione della Relazione annuale sul 2025 della Banca di Italia, una particolare attenzione è stata dedicata agli effetti ed ai rischi del crescente ricorso all’Intelligenza Artificiale (IA) nel sistema economico.

Data l’attualità del tema e il ritmo crescente con cui la IA si sta diffondendo in ambito produttivo è interessante richiamare i punti essenziali della relazione.   

Gli investimenti nell’IA stanno aumentando in modo esponenziale e lo sviluppo dei modelli tende ad essere oggi fortemente concentrato in alcune zone del mondo: 5 grandi imprese statunitensi detengono il 75% della capacità di calcolo mondiale e gli USA attualmente sviluppano la maggior parte dei modelli di IA con la Cina che sta rapidamente riducendo il divario e l’Europa che rimane in ritardo.

Il rischio concreto è che questa concentrazione possa generare benefici non diffusi ma solo per chi applichi questa tecnologia.   

L’aspetto più importante dal punto di vista sociale è relativo all’impatto che l’IA può avere sul mondo del lavoro poiché per la prima volta una tecnologia può svolgere compiti a elevato contenuto cognitivo, ritenuti in passato protetti dallo sviluppo della automazione.

E’ molto probabile che l’IA, come è avvenuto in passato per altre tecnologie, trasformi la domanda di lavoro. La storia insegna che le innovazioni tecnologiche dei processi produttivi rendono, da un lato, obsolete determinate professioni ma dall’altro ne generano di nuove. Oggi il 60% degli occupati svolge mansioni che ottant’anni fa non esistevano.

L’IA, affiancando le persone, consentirà alle stesse di concentrarsi sulle attività che generano maggiore ricchezza delegando alla nuova tecnologia le attività meno redditizie. Inoltre, il lavoro umano si sposterà maggiormente su quella attività che l’automazione non può sostituire come l’interpretazione dei dati, l’elaborazione di giudizi, il controllo dell’affidabilità dei processi.

Nel passaggio alla nuova tecnologia si porrà la necessità di riconvertire i lavoratori che dovranno spostarsi dalle attività rese obsolete verso quelle nuove. Il rischio principale è che nel processo di riqualificazione si possano produrre benefici maggiori per chi possiede competenze più elevate penalizzando chi non possiede tali competenze, cio’ che accentuerebbe le diseguaglianze nel mondo del lavoro.

Sul punto una recente ricerca della Banca di Italia (The economic impact of artificial intelligence: evidence from Italian firms – marzo 2026) ha evidenziato che nelle imprese in cui è stata adottata l’IA è stato riscontrato un aumento di circa il 5,2% del valore aggiunto per dipendente e dell’11,9% del risultato lordo per dipendente. Questi risultati confermano l’ipotesi che le tecnologie di IA migliorino la produttività del lavoro, la qualità dell’output e accelerino il completamento delle attività. Inoltre, è da sottolineare che questi incrementi di produttività non sono stati accompagnati da un aumento significativo del costo del lavoro per dipendente, il che suggerisce che gli effetti dell’adozione dell’IA non dipendono esclusivamente da una maggiore retribuzione media del lavoro.

L’aumento della produttività del lavoro nelle imprese che adottano l’IA (IA-adopters) può, all’inverso, spingere la crescita delle retribuzioni in queste aziende innovative generando differenziali importanti rispetto alle retribuzioni medie delle imprese non IA-adopters. Una dinamica del genere agirebbe nel senso di aumentare le diseguaglianze retributive tra gruppi di lavoratori.

Secondo le indicazioni delle Considerazioni Finali del Governatore, per prevenire questi effetti occorre estenderne l’adozione dell’IA a tutte le imprese anche piccole e medie ed investire nella formazione delle persone. I lavoratori maggiormente interessati dal cambiamento dovranno inoltre essere tutelati e accompagnati nel processo di riqualificazione delle competenze in modo che i guadagni di produttività si traducano non solo in maggiore efficienza, ma anche in nuove opportunità di lavoro e in una più ampia partecipazione ai risultati dell’innovazione.

Come precisato nell’intervento del Governatore della Banca d’Italia, lo sviluppo della IA deve restare al servizio della persona e della società e non della concentrazione tecnologica. Servono regole adeguate a tutelare il pluralismo, l’apertura dei mercati, la concorrenza e la dignita del lavoro. Queste regole vanno condivise a livello globale.

ALTRI ARTICOLI
- Advertisment -spot_img

ULTIMI ARTICOLI