martedì, Maggio 26, 2026
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Orsini rilancia il piano per crescita ed energia: “Salari troppo bassi e costi energetici insostenibili”

Durante l’assemblea annuale di Confindustria a Roma, il presidente Emanuele Orsini ha lanciato una proposta articolata per affrontare alcune delle principali criticità dell’economia italiana: salari insufficienti, costo dell’energia e perdita di competitività del sistema produttivo europeo.

Davanti alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Orsini ha delineato un “patto nazionale” fondato su cinque direttrici strategiche con l’obiettivo di riportare il Paese su ritmi di crescita vicini al 2%.

Al centro del suo intervento è emersa l’emergenza energetica. Secondo il presidente degli industriali, i costi delle bollette rappresentano ormai un fattore di forte pressione per le imprese, tanto da incidere direttamente sulla loro capacità di restare competitive. Pur riconoscendo gli interventi messi in campo dall’esecutivo, Orsini ha sostenuto che servano misure più incisive e una strategia condivisa nel lungo periodo.

Il piano illustrato da Confindustria si basa su cinque pilastri: rafforzamento dimensionale delle piccole e medie imprese, sostegno agli investimenti in innovazione, sviluppo di strumenti per la crescita industriale, semplificazione normativa e disponibilità di maggiori risorse per sostenere sviluppo e competitività.

Sul fronte energetico, Orsini ha chiesto di accelerare lo sviluppo delle infrastrutture necessarie alla transizione, evidenziando la necessità di superare gli ostacoli burocratici che rallentano la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili. In particolare ha richiamato l’attenzione sullo stallo che coinvolge numerosi progetti per impianti fotovoltaici ed eolici, bloccati da autorizzazioni incomplete o da resistenze territoriali.

Secondo i dati richiamati durante l’assemblea, una parte consistente degli impianti già autorizzati non è ancora collegata alla rete elettrica, mentre numerosi progetti restano in attesa delle autorizzazioni necessarie. Una situazione che, a giudizio di Confindustria, rischia di rallentare il percorso di rafforzamento energetico del Paese.

Nel suo intervento Orsini ha anche posto l’attenzione sulla crescita futura della domanda energetica, destinata ad aumentare sensibilmente nei prossimi decenni anche per effetto dello sviluppo dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie. Per questo ha indicato nel ritorno all’energia nucleare uno dei punti da affrontare con una visione condivisa e con un accordo il più possibile ampio tra le forze politiche.

Un altro tema affrontato è stato quello dei salari. Pur sottolineando il dialogo costruttivo avviato con le organizzazioni sindacali, il presidente di Confindustria ha riconosciuto che in diversi settori le retribuzioni restano ancora insufficienti rispetto al costo della vita e alle esigenze delle famiglie.

Nel passaggio più critico del suo discorso, Orsini ha rivolto osservazioni anche alle istituzioni europee, accusando l’Europa di aver perso terreno sul piano della competitività industriale. Secondo il numero uno degli industriali, eccesso di burocrazia e lentezza decisionale stanno contribuendo ad alimentare il rischio di una progressiva deindustrializzazione del continente.

L’appello finale è stato rivolto a politica, istituzioni e parti sociali: costruire una strategia comune capace di trasformare energia, innovazione e crescita industriale in strumenti di rilancio economico del Paese.


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