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Oro e preziosi in Italia tra mercati e made in Italy. Romualdo Pettorino (CNA Orafi): “Il Mezzogiorno regge al calo strutturale grazie a resilienza e know how”

Il settore orafo in Italia, secondo i dati di Mediobanca, ha subito un calo strutturale sulle esportazioni pari a un -18.9% che segna il fondo del bicchiere in quanto a crisi da instabilità geopolitica e di mercato. “L’industria orafa-argentiera-gioielliera è uno dei settori trainanti del Made in Italy che contribuisce a sviluppare l’immagine del nostro Paese in tutto il mondo, grazie alle qualità artigianali e all’originalità dei suoi prodotti” – esordisce Romualdo Pettorino, presidente di CNA Orafi Campania. 

“Secondo le rilevazioni Istat – prosegue Pettorino – a fine 2024 in Italia erano attive 6.825 società (-2,3% sul 2023), con una forza lavoro complessiva di 33.919 unità (+2,2% sul 2023), per una dimensione media di 4,97 dipendenti per azienda, che attesta la prevalenza di micro-realtà e piccole-medie imprese, spesso a carattere familiare”.

Nonostante i dati lusinghieri, il quadro di instabilità globale ha condotto a cali nell’export che, a livello nazionale, risentono di una negatività sul quadro dell’eccellenza assoluta che il settore italiano rappresenta sul pianeta. “Nonostante il calo congiunturale nazionale – ha sottolineato il presidente Pettorino –  internazionalizzazione e export dei preziosi da Mezzogiorno d’Italia è meno penalizzato che nel resto dello stivale”.  

“Ci conforta la recente analisi di settore di Federorafi, relativa a dati di chiusura 2025 e aspettative 2026. In questa, si parla di un calo delle esportazioni del settore dall’Italia del -18.9%, mentre, sempre Federorafi, alla Campania attribuisce un decremento del 2,8%: molto inferiore a quello degli altri distretti, lasciando immutata produttività e innovazione”.

“Nel nostro Sud, e in particolare in Campania – ha specificato il noto gemmologo – il settore orafo gioielliero è trainato dalla proverbiale resilienza e know how con modalità produttive diverse dal resto del Paese, meno orientato all’export, e più legate all’artigianalità originaria indirizzati ai mercati interni. Un tessuto imprenditoriale fatto di piccole e medie imprese, spesso a conduzione familiare, che operano su scala locale e nazionale mantenendo un legame diretto con il territorio”.

“Come CNA orafi le parole d’ordine restano: resilienza, innovazione, formazione e crescita che quotidianamente contribuiscono ad una visione d’insieme di una filiera che noi consegnamo nelle mani delle nuove generazioni con la convinzione che tradizione e sviluppo lineare possano essere i parametri di produttività dell’eccellenza in un momento di svolta globale nel quale mode e modalità hanno evoluto lo stesso concetto di mercato” – ha poi concluso il presidente Pettorino.

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