Il Piano Nazionale Integrato per l’Energia ed il Clima (PNIEC), completato nel 2024, definisce per l’Italia gli obiettivi climatici al 2030 in linea con le richieste dell’Unione Europea.
Le priorità previste dal Piano sono: 1) riduzione delle emissioni di gas serra; 2) aumento della quota di energie rinnovabili; 3) miglioramento dell’efficienza energetica.
In particolare è previsto che entro il 2030 l’Italia punti a ricavare quasi il 40% dell’energia totale da fonti rinnovabili. Questa quota corrisponde a 139 GW (Gigawatt) di capacità rinnovabile complessiva, di cui 60 GW andrà prodotta nel Mezzogiorno.
Attualmente la capacità nazionale di energie rinnovabili è pari a 84 GW di cui 33 GW nel Mezzogiorno (e 53 nel Centro Nord). Quindi, per per raggiungere il target fissato dal PNIEC per il 2030 occorrono realizzare impianti in grado di produrre 54 GW addizionali di energia rinnovabile totale in Italia, di cui 27 GW (vale a dire il 50% del totale) dovranno essere raggiunti nel Mezzogiorno (Sicilia, Sardegna e Puglia dovrebbero assicurare da sole circa 18 Gigawatt addizionali di energie rinnovabili entro il 2030).
Secondo un recente studio SVIMEZ-A2A, il pieno raggiungimento degli obiettivi del PNIEC entro il 2030 consentirebbe di creare nel Mezzogiorno oltre 73 mila posti di lavoro nel settore delle energie rinnovabili di cui circa 15 mila destinati a giovani under 35.
Per la sola Campania i nuovi posti di lavoro generati dal raggiungimento del target del PNIEC sono stimati in oltre 7.600, di cui circa 1.500 per giovani under 35.
Come evidenzia lo studio, l’obiettivo appare coerente con il potenziale dell’area: ad agosto 2025 le richieste di connessione alla rete in fase avanzata di energie rinnovabili (eolico, solare, idrico) erano pari a 80GW addizionali in Italia, di cui 70,6 GW (cioè l’88%) nel Mezzogiorno. Si tratta di una capacità addizionale in grado di realizzare i GW addizionali fissati nel piano.
Gli investimenti necessari per gli obiettivi del PNIEC sono stimati in 62 miliardi in Italia di cui 30,5 al Sud.
Tra il 2022 e il 2024 oltre 105mila giovani under 35 hanno lasciato il Mezzogiorno ogni anno. Lo sviluppo delle energie rinnovabile può quindi essere uno strumento non solo per trattenere ma anche per attrarre nella nostra regione giovani, in particolare laureati, da assumere in settori ad elevata qualificazione.
Inoltre, lo sviluppo delle rinnovabili può contribuire alla riduzione del costo dell’energia, necessario nella attuale fase congiunturale.


