NAPOLI – Un’operazione mirata della Polizia di Stato ha smantellato un gruppo criminale emergente composto da giovanissimi, ritenuto vicino al potente clan Contini, uno dei pilastri dell’Alleanza di Secondigliano. Su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, sono state eseguite nove misure cautelari: sei persone sono finite in carcere, mentre per altre tre è stato disposto il divieto di dimora in Campania.
L’inchiesta descrive un’organizzazione strutturata e già operativa su più fronti. Le accuse contestate spaziano dall’associazione di stampo mafioso al traffico di droga, fino a reati come rapine, truffe, furti e detenzione illegale di armi. Secondo gli investigatori, tutte le attività sarebbero state finalizzate a rafforzare il potere del clan di riferimento.
Le indagini hanno preso avvio da un episodio particolarmente violento avvenuto nel maggio 2022 nel centro storico cittadino, quando un gruppo armato fece irruzione in un ristorante di via dei Tribunali, seminando il panico tra clienti e personale. Da quel momento, gli investigatori hanno ricostruito la rete criminale, individuando una base operativa nell’area dei “Porticati”, nel quartiere San Giovanniello, utilizzata per nascondere armi, droga e materiali impiegati durante le azioni illegali.
Il gruppo, pur formato da ragazzi molto giovani, mostrava una notevole organizzazione. A guidarlo sarebbe stato un elemento con legami familiari diretti con esponenti di spicco del clan, attualmente detenuti. Sotto la sua direzione, la banda operava in diversi quartieri cittadini, ma estendeva le proprie attività anche fuori regione e all’estero, in particolare in Spagna.
Le attività illecite includevano rapine e truffe, spesso ai danni di persone anziane. I proventi venivano reinvestiti nell’acquisto di armi e nel sostegno economico agli affiliati detenuti, secondo dinamiche tipiche delle organizzazioni camorristiche.
Gli inquirenti hanno evidenziato l’elevata pericolosità del gruppo, sottolineando la disponibilità di armi e la volontà di espandere il proprio controllo sul territorio, anche attraverso possibili scontri con altri sodalizi criminali.
L’operazione rappresenta un intervento significativo contro il reclutamento e la crescita delle nuove leve della criminalità organizzata. Come previsto dalla legge, gli indagati restano presunti innocenti fino a eventuale condanna definitiva.


