Accende il dibattito politico la presa di posizione di Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, in merito a quanto accaduto a Vigevano durante la campagna elettorale.
Secondo Sforzini, l’utilizzo della lingua araba e il richiamo religioso in un appello elettorale rappresenterebbero un segnale “che va oltre una polemica locale” e che tocca un nodo culturale più ampio: il rapporto tra cittadinanza e appartenenza religiosa.
«La libertà religiosa è sacra – afferma – ma proprio per questo deve restare distinta dalla rappresentanza politica. Se un candidato chiede voti “in nome di Allah”, non si rivolge a cittadini ma mobilita un’appartenenza religiosa».
Il presidente del think tank, vicino all’area di Futuro Nazionale, parla apertamente di rischio “comunitarismo”, sostenendo che un approccio di questo tipo trasformerebbe il voto da espressione individuale a dinamica di gruppi organizzati su base confessionale. «È l’opposto dell’integrazione – aggiunge – e mette in discussione l’idea italiana ed europea di cittadinanza».
Nel mirino anche la posizione della Lega, accusata da Sforzini di contraddizione: «Dopo anni di retorica identitaria, finisce per legittimare la trasformazione della religione in soggetto politico».
Il tema sarà al centro degli Stati Generali “Nord-Ovest chiama Italia”, in programma il 30 maggio presso il Castello Sforzini di Castellar Ponzano. All’iniziativa sono stati invitati anche i consiglieri comunali di Futuro Nazionale a Vigevano, Furio Suvilla – anche candidato sindaco – e Claudia Montagnana.
«La domanda è semplice – conclude Sforzini –: vogliamo una politica fondata sulla cittadinanza o sulle comunità religiose? Questa è la linea di confine».
Il dibattito resta aperto, mentre la questione sollevata a Vigevano si candida a diventare un tema di confronto più ampio a livello nazionale.


