Il prof. Angelo D’orsi: «Trump e Netanyahu sconfitti. L’Italia fa la figura di Pulcinella»
L’attacco degli Stati Uniti e di Israele all’Iran, avvenuto mentre erano in corso le trattative diplomatiche, è stato un grave errore strategico. A dirlo è il professor Angelo D’orsi, secondo cui le ragioni vere non sono la paura della bomba atomica – «una balla» – ma il controllo delle risorse energetiche. «L’Iran è la Persia, un impero plurimillenario. Pensare di sconfiggerlo con i bombardamenti è folle».
D’orsi sottolinea la straordinaria capacità militare iraniana: 80.000 droni, con una produzione giornaliera di 8.000 unità. Il rapporto costi è impietoso: un drone costa tra 10 e 20 mila dollari, un missile Patriot per abbatterlo tra 2 e 8 milioni. Risultato: «L’Iran ha già vinto». Il tentativo di provocare un cambio di regime a Teheran ha anzi rafforzato il governo, unendo anche le opposizioni.
L’Occidente, intanto, mostra segni di grave declino. «La Germania aveva Adenauer e Merkel, ora ha Merz. La Francia aveva De Gaulle, ora Macron. L’Italia ha avuto Moro, ora dei poveretti». Quanto a Trump, D’orsi lo definisce «ingovernabile, indecifrabile, affetto da cesarite». Il suo attacco al Papa? Radicata vena antipapista della cultura protestante.
Sull’Italia, il giudizio è durissimo: «Il governo Meloni è in gravissime difficoltà dopo essersi spinto troppo oltre nell’abbraccio a Trump. L’Italia fa la figura del paese di Pulcinella, pronta a cambiare posizione in base al vento che tira».
Infine, la Cina. «Lavora sottotraccia, ma noi europei siamo indietro di almeno 50 anni. Otto delle dieci migliori università scientifiche del mondo sono cinesi. Chi pensa di attaccarli è un pazzo scriteriato».
La soluzione? «Tornare a una coesistenza pacifica multipolare. Ogni popolo scelga le proprie istituzioni. E smettiamola con il boicottaggio della cultura russa: è vergognoso e controproducente».
Come finirà la guerra? «Trump dirà “abbiamo vinto” e tornerà a casa, come fece Bush in Iraq. Poi dovrà fermare Netanyahu. Perché l’Iran non solo resiste, ma reagisce: tutte le città israeliane hanno subito danni gravissimi dai droni».

Nota di solidarietà del giornale
Il nostro giornale esprime piena solidarietà al professor Angelo D’Orsi, vittima dell’aggressione avvenuta a Varese.
Un atto inaccettabile, che colpisce non solo una persona, ma il principio stesso di confronto civile e libertà di espressione.
La violenza non può mai sostituirsi al dibattito, né intimidire chi dedica la propria vita allo studio, alla ricerca e alla divulgazione del pensiero critico.
Auguriamo al professor D’Orsi una pronta ripresa e confidiamo che le autorità facciano piena luce sull’accaduto.


