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Stime Istat per il 2025: Il Pil e l’occupazione del Mezzogiorno crescono di più rispetto al Centro-Nord

Lo scorso anno la crescita occupazionale nel Mezzogiorno è stata più intensa di quella nazionale. Anche il PIL meridionale è aumentato ma ad un tasso inferiore al numero di occupati

Secondo la recente Stima Preliminare dell’ISTAT, nel 2025 il PIL e l’occupazione del Mezzogiorno sono aumentati in misura maggiore rispetto al Centro Nord: per il PIL la crescita in volume al Sud è stata dello 0,6% rispetto allo 0,5% del resto di Italia mentre l’occupazione è aumentata dell’1,5% rispetto allo 0,9% del Centro Nord.

Nel dettaglio i settori trainanti nel Mezzogiorno sono stati:  

l’agricoltura con una crescita del valore aggiunto in termini reali dell’1% rispetto al -0,9% del resto di Italia;  

i servizi finanziari, immobiliari, professionali ed alle imprese con una crescita percentuale fortemente superiore al Centro Nord (0,7% vs 0,1%);

il commercio, i pubblici esercizi, i trasporti e le telecomunicazioni con una espansione dello 0,9% lievemente inferiore a quella delle regioni centro settentrionali (1,1%).

All’inverso va segnalata la fase di arresto del settore delle costruzioni (+0,1% rispetto al 3,3% del Centro Nord) dopo la forte crescita del 2023 e del 2024 (4,6% e 4,1%) mentre il settore industriale ha registrato un modesto incremento in linea con il Centro Nord (0,4% vs 0,3%). 

La crescita occupazione del Mezzogiorno (1,5%) ha trascinato quella nazionale (+1,1%).

Tuttavia è interessante analizzare il rapporto tra crescita del PIL e la crescita degli occupati: nel Mezzogiorno a fronte dell’aumento occupazionale dell’1,5% il valore aggiunto in termini reali è cresciuto nella misura minore dello 0,6%.

Una correlazione simile, sebbene meno pronunciata, riguarda anche il Centro Nord; all’occupazione cresciuta dello 0,9% si è associata una crescita di valore aggiunto dello 0,5%.

Quali sono i motivi per i quali al Sud (come al Centro Nord ma in misura meno accentuata) il valore aggiunto (0,6%) è aumentato meno del numero di occupati (1,5%)? Fondamentalmente possiamo ipotizzarne almeno tre.

L’aumento occupazionale al Sud, come visto, si è concentrato principalmente in comparti tradizionali come l’agricoltura, il commercio, il turismo, la ristorazione dove la produttività oraria del lavoro è inferiore rispetto ad altri comparti come l’industria avanzata o i servizi servizi specialistici e questa minore produttività si traduce in un minore valore aggiunto prodotto.

Inoltre, è ipotizzabile che, come negli ultimi anni, all’aumento del numero di occupati non sia corrisposto un reale aumento di ore lavorate per svariati motivi, tra cui anche l’elevato ricorso a nuovi contratti a tempo determinato o al part-time. Questa situazione si traduce in un aumento del numero delle persone impiegate ma limita fortemente la produzione finale.

Infine, la struttura produttiva meridionale è dominata da micro e piccole imprese. Le minori dimensioni zavoranno la crescita della produttività del lavoro per almeno due motivi. In primo luogo, le piccole e micro imprese non dispongono delle capacità finanziarie per investire nella digitalizzazione, nell’automazione e nelle innovazioni tecnologiche, fattori fondamentali per la crescita della produttività del lavoro. In secondo le piccole dimensioni impediscono di attivare le cosidette economie di scala, ossia la riduzione dei costi unitari all’aumentare della produzione, rendendo i processi produttivi meno efficienti rispetto alle grandi imprese.

In definitiva, l’incremento occupazionale è ovviamente un fattore positivo ma occorre che ad esso si accompagni un processo di crescita degli stipendi e dei salari (evitando il c.d. lavoro povero, working poor) attivabile con la crescita della produttività del lavoro.  

La spinta alla ripresa della produttività passa per tre strade: crescita degli investimenti privati e pubblici, per questi ultimi in particolare infrastrutturali, aumento del tasso di digitalizzazione e di automazione dei processi produttivi, aumento della scala dimensionale delle imprese.

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