Condannati in Appello quattro ex manager di Bagnolifutura
A Bagnoli la bonifica non è soltanto una questione di cantieri e scadenze. È anche una vicenda giudiziaria che si trascina da quasi vent’anni e che torna ora al centro dell’attenzione con una nuova sentenza.
La Corte d’Appello di Napoli, nel processo d’Appello bis, ha condannato quattro imputati nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione della bonifica dell’ex area industriale di Bagnoli. Al centro della vicenda ci sono le responsabilità degli ex manager e tecnici della società Bagnolifutura, partecipata comunale nata proprio per occuparsi della trasformazione dell’area.
Il procedimento ha attraversato diversi gradi di giudizio, con una prima assoluzione e il successivo annullamento della sentenza. Ora la nuova decisione della Corte d’Appello riconosce responsabilità penali a quattro persone: Caligiuri, De Nardo, Hubler e Pulli.
La vicenda riguarda, in particolare, la gestione dei terreni dell’ex Italsider e le attività di bonifica che avrebbero dovuto restituire alla città un’area rimasta per decenni segnata dalla presenza dell’industria pesante.
La vicenda giudiziaria risale al 2007, quando iniziano le denunce e gli accertamenti legati alla riqualificazione dell’area occidentale di Napoli.
Nel corso degli anni sono state analizzate le condizioni dei terreni, le modalità con cui sono state effettuate le operazioni di bonifica e le responsabilità di chi, a vario titolo, aveva il compito di gestire quel processo.
Un percorso giudiziario lungo e complesso, che si è intrecciato con una delle questioni più delicate della storia recente di Napoli: come trasformare l’ex polo industriale di Bagnoli e restituire alla città un territorio rimasto per decenni inutilizzato e contaminato.
La sentenza arriva mentre la bonifica di Bagnoli è nuovamente al centro di un grande programma di interventi pubblici. Ma il passato continua a pesare sul presente.La nuova sentenza riporta quindi l’attenzione anche sulle responsabilità legate alla gestione di quella fase. Gli avvocati degli imputati hanno annunciato il ricorso in Cassazione, sostenendo che il fatto non sussisterebbe. La vicenda giudiziaria, dunque, non è ancora conclusa. Per Bagnoli resta però una certezza: la storia della bonifica non può essere separata dalla storia del quartiere.
Oggi l’area guarda a una nuova fase di trasformazione, con gli interventi previsti per la rigenerazione urbana, il Parco dello Sport, il recupero del litorale e le opere collegate al futuro assetto dell’area.
Ma prima di immaginare la Bagnoli del futuro, la città continua a fare i conti con quello che è accaduto nella Bagnoli industriale e con le responsabilità di chi, negli anni, avrebbe dovuto occuparsi della sua rinascita.

