NAPOLI – Una piazza che diventa luogo di incontro, ascolto e costruzione collettiva del futuro. È questo lo spirito di “UAH – Un mondo è possibile”, l’opera-evento che sabato 13 giugno, a partire dalle ore 18, animerà piazza Garibaldi trasformandola in uno spazio aperto alla creatività, alla relazione e alla condivisione.
L’iniziativa nasce nell’ambito di un progetto transdisciplinare promosso dall’Accademia di Belle Arti di Napoli, con il coinvolgimento dei Dipartimenti di Biologia, Agraria e Ingegneria dei Materiali dell’Università Federico II e la collaborazione del progetto Bella Piazza. Un percorso che unisce arte, ricerca scientifica e partecipazione sociale, coinvolgendo circa 120 persone tra studenti, docenti, dottorandi e artisti.
Dopo la prima esperienza realizzata a Pollica, nel Cilento, il format approda nel cuore della città di Napoli con l’obiettivo di creare una grande “scultura relazionale”, capace di mettere in connessione persone, culture ed esperienze differenti attraverso linguaggi artistici e momenti di confronto.
La scelta di piazza Garibaldi non è casuale. Uno dei luoghi più frequentati e multiculturali della città, crocevia di viaggiatori, residenti, lavoratori e comunità provenienti da ogni parte del mondo, diventa simbolo di una convivenza che si costruisce giorno dopo giorno attraverso il dialogo e la conoscenza reciproca.
Il titolo dell’evento richiama il termine “UAH”, che rimanda all’antica radice egizia legata al concetto di riunire e mettere insieme, ma richiama anche l’esclamazione di meraviglia davanti a qualcosa di inatteso. Un invito a fermarsi, osservare e lasciarsi coinvolgere in un’esperienza che rompe la routine quotidiana per immaginare nuove forme di comunità.
Durante la manifestazione l’intera piazza sarà attraversata da installazioni artistiche, performance, interventi sonori, momenti conviviali e attività partecipative. Associazioni, cittadini e realtà del territorio contribuiranno alla costruzione di un percorso condiviso che metterà in dialogo storie, identità e visioni differenti.
L’obiettivo è trasformare uno spazio di passaggio in un luogo di relazione, dove l’arte diventa strumento per generare fiducia, inclusione e cura del territorio. Un’esperienza che punta a valorizzare la ricchezza delle diversità e a dimostrare come la collaborazione tra istituzioni culturali, università e comunità possa contribuire a immaginare una città più aperta e partecipata.

