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GIOVANI: 145MILA POSTI DI LAVORO NEL SETTORE DRONI 

L’ITALIA PUÒ ESSERE CAPOFILA DELLA FORMAZIONE

Napoli, 6 maggio 2026 – Al convegno nazionale sui droni indetto dalla Fondazione E-novation, presso il prestigioso ente di formazione PSB Consulting nella ex base Nato di Bagnoli alla presenza di tutte le istituzioni locali e di importanti player di settore come il Polo Nazionale Droni, sono emerse delle conclusioni che tracciano la rotta che il Paese deve seguire per non perdere un’importante occasione di sviluppo. Ne sono convinti e lo hanno spiegato molto bene gli organizzatori dell’incontro e il professor Luigi Carrino Presidente di Dac, il Distretto Aerospaziale Campano in procinto di trasferirsi proprio lì con le tante aziende private grandi e medio piccole ed enti pubblici che rappresenta il modello, meglio riuscito, di Public Private Company nel settore. Espressione PPP che si è sentita molte volte nella mattinata che ha visto il saluto istituzionale di Massimiliano Manfredi Presidente del Consiglio Regionale Campano, Enza Amato Presidente del Consiglio Comunale di Napoli e di Antonio Marciano Presidente della Fondazione Campania Welfare.

L’intervento di Angelo Marciano, Presidente di ICC spa, altro promotore dell’iniziativa, ha riempito la sala di imprenditori aderenti al circuito della moneta complementare Fides. Per la serie l’innovazione genera altra innovazione. 

Ma quando sono intervenuti gli ideatori dell’incontro i toni si son fatti particolarmente chiari e carichi di Speranza. Massimo Lucidi che promuove tra l’altro il Premio Eccellenza Italiana a Washington DC e gli Stati Generali della Sicurezza in Vaticano ha parlato di uno sviluppo di Bagnoli negato nell’area Italsider “ma che adesso dobbiamo e possiamo pretendere in nome di un progetto chiaro e d’insieme produttivo e di ricerca nell’aerospazio. Ripropongo e facciamo da tempo nostra la frase che oggi ho sentito dal prof. Carrino: l’eccellenza che si realizza non è la somma di eccellenze sul territorio ma la complementarità che sono in grado di realizzare”.

La professoressa Tina Santillo padrona di casa è stata particolarmente forte e chiara: “senza formazione seria l’Italia compra droni dalla Cina e operatori dall’estero” Tina Santillo, Operations Manager dell’ente accreditato di formazione PSB SRL, interviene alla conferenza sui droni con un richiamo all’urgenza di costruire percorsi formativi specialistici per i nuovi operatori del settore. “Mercato europeo da 14,5 miliardi di euro entro il 2030, ma manca la manodopera qualificata per le operazioni più complesse”.

“Il settore dei droni vivrà nei prossimi cinque anni una crescita senza precedenti, con un mercato europeo stimato in 14,5 miliardi di euro e 145.000 nuovi posti di lavoro entro il 2030, secondo la Drone Strategy 2.0 della Commissione Europea – ha ricordato un’altra donna autorevole come Sabrina Zuccalà, presidente del Polo Nazionale Droni -che ha posto la questione del made in Italy sia in termini di qualità e di produzione di ricchezza che di sicurezza nazionale”. 

A livello globale il comparto impiega già oltre 2,1 milioni di persone, con una crescita delle offerte di lavoro del 200% tra il 2021 e il 2023. Eppure, denuncia ancora Tina Santillo“esiste un’asimmetria che lo stesso mercato europeo riconosce. «La rapida adozione dei droni in Europa ha messo in evidenza una carenza di piloti formati per le operazioni BVLOS, quelle oltre la linea di vista, che richiedono competenze avanzate su normativa, fotogrammetria, termografia e gestione del rischio operativo. I programmi di formazione specializzata sono ancora limitati, e questo impatta la scalabilità dei servizi nei settori dell’agricoltura, delle costruzioni e della logistica”.

«Il drone non è più un gadget, è uno strumento di lavoro quotidiano» – sottolinea Santillo – «Pompei viene mappata con i droni, il Vesuvio è monitorato dall’INGV con droni, le emergenze di protezione civile passano dai droni. Ma serve una formazione strutturata, perché le competenze tecniche oggi diventano obsolete in meno di cinque anni». Il punto più controintuitivo dell’intervento riguarda i giovani: «Mi sento spesso chiedere se i ragazzi di oggi sceglierebbero questo mestiere. È la domanda sbagliata: non è vero che non vogliono lavorare, non vogliono lavorare come abbiamo lavorato noi. La Generazione Z cerca tecnologia, autonomia, risultati visibili e senso – il drone glielo offre su un piatto d’argento. Il problema è che nessuno glielo sta raccontando con la lingua giusta». L’appello finale di Santillo è al sistema-Paese: «O costruiamo da subito percorsi seri, accreditati e continui, oppure l’Italia farà la fine di sempre: comprerà droni dalla Cina, software dagli Stati Uniti e operatori formati dalla Polonia o dalla Germania».

In conclusione, la brava moderatrice Ivana Petrone ha letto l’articolato messaggio da Genova di Marta Brusoni del Cda Raise Liguria, il Polo di sviluppo tecnologico su AI che auspica accordo con la realtà articolata del Dac. Ebbene, senza conoscersi e concordare nulla con la prof. Santillo, è apparso come un ulteriore riconoscimento che il percorso avviato è corretto e interessante per tutto il Paese.

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