mercoledì, Maggio 13, 2026
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Chef pestato nel Casertano e minacciato dai clan: “Punito per una presunta mancanza di rispetto”

Brutale episodio di violenza nel Casertano, dove uno chef è stato vittima di un violento pestaggio che, secondo quanto denunciato, sarebbe maturato in un contesto di intimidazioni e dinamiche riconducibili alla criminalità organizzata.

La vittima è Andrea Pesce, cuoco conosciuto anche per il suo impegno nel sociale e per aver donato il midollo osseo. L’uomo sarebbe stato aggredito all’interno di un noto locale di San Nicola la Strada, dove lavorava da circa tre settimane.

Secondo quanto riferito nella denuncia presentata ai Carabinieri e nei referti medici, lo chef sarebbe stato attirato con un pretesto e successivamente picchiato brutalmente da un gruppo di persone. Alla base dell’aggressione vi sarebbe stata una presunta “mancanza di rispetto” nei confronti del titolare del locale, espressione che richiamerebbe modalità e codici tipici degli ambienti criminali.

Pesantissime le conseguenze fisiche riportate dalla vittima: colpi all’addome sferrati con una mazza da baseball, violente percosse al volto e altre lesioni documentate dai medici.

Nonostante quanto subito, Andrea Pesce ha deciso di denunciare i presunti responsabili, consegnando agli investigatori anche video e registrazioni audio utili alle indagini.

La vicenda, però, si sarebbe aggravata ulteriormente nelle ultime ore. Secondo il racconto dello chef, alcuni soggetti vicini ai clan di Marcianise e Torre del Greco avrebbero esercitato forti pressioni affinché ritirasse la denuncia.

“Ho fatto il mio dovere di cittadino e di lavoratore. Sono un uomo che vive di sacrifici e che si è sempre speso per gli altri. Chiedo che le istituzioni non mi lascino solo davanti a questa barbarie e alle minacce della malavita. Voglio solo giustizia”, avrebbe dichiarato lo chef.

Sulla vicenda è intervenuto anche il deputato di Alleanza Verdi Sinistra Francesco Emilio Borrelli, al quale Andrea Pesce si è rivolto chiedendo supporto.

“Quanto accaduto ad Andrea Pesce è di una gravità inaudita – ha dichiarato Borrelli –. Siamo di fronte a un metodo camorristico applicato in un contesto lavorativo. Picchiare un uomo con una mazza da baseball invocando la ‘mancanza di rispetto’ è un atto criminale che non può restare impunito”.

Il parlamentare ha inoltre assicurato il massimo impegno nel seguire il caso: “Non permetteremo che la prepotenza della criminalità organizzata metta a tacere chi sta dalla parte della legalità. Andrea non è solo”.

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