Un tavolo di confronto dedicato al futuro dei giovani della Municipalità 6 si è svolto questa mattina in Prefettura a Napoli. L’iniziativa, promossa dal prefetto Michele di Bari, ha riunito istituzioni, scuola, Chiesa e realtà del Terzo Settore con l’obiettivo di costruire una rete stabile di interventi per il territorio della periferia orientale cittadina.
All’incontro hanno partecipato l’assessore all’Istruzione del Comune di Napoli Maura Striano, rappresentanti della Regione Campania, della Municipalità 6, dell’Ufficio Scolastico Regionale, dell’Arcidiocesi di Napoli e numerose associazioni impegnate nelle attività educative e sociali rivolte ai minori.
Al centro del confronto la necessità di mettere in campo iniziative concrete capaci di offrire nuove opportunità ai ragazzi del territorio, soprattutto a quelli che vivono situazioni di fragilità o che rischiano di allontanarsi dai percorsi scolastici e formativi. L’obiettivo condiviso è quello di rafforzare spazi di aggregazione positiva attraverso attività culturali, sportive, sociali e formative che possano coinvolgere i giovani anche oltre l’età dell’obbligo scolastico.
Durante la riunione è stato sottolineato il ruolo fondamentale delle scuole, considerate veri e propri presidi di legalità e inclusione sociale, ma anche l’importanza del lavoro quotidiano portato avanti dalle associazioni presenti nei quartieri della Municipalità 6. Proprio su questo punto si è discusso della necessità di sostenere maggiormente le realtà territoriali che operano a favore di bambini e adolescenti.
I partecipanti hanno inoltre condiviso l’esigenza di creare un coordinamento stabile tra istituzioni, mondo scolastico e Terzo Settore, con l’intento di sviluppare strategie comuni contro il disagio giovanile e rafforzare la presenza dello Stato nelle aree più complesse della città.
L’incontro rappresenta il primo passo di un percorso che proseguirà nelle prossime settimane e che punta a trasformare il confronto in progetti concreti per Municipalità 6 di Napoli. Un modello che, secondo quanto emerso durante il tavolo, potrebbe diventare un esempio replicabile anche in altri contesti urbani segnati da difficoltà sociali ed educative.


