giovedì, Aprile 30, 2026
spot_img
HomeCronacaDal gesto sul bus al suicidio in Psichiatria: morto il 39enne arrestato...

Dal gesto sul bus al suicidio in Psichiatria: morto il 39enne arrestato al Vomero

Napoli, accoltella avvocatessa sul bus al Vomero: si suicida in ospedale

Si è tolto la vita nella serata di ieri nel reparto di Psichiatria dell’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli Antonio Meglio, il trentanovenne che giovedì scorso aveva accoltellato una giovane avvocatessa a bordo di un autobus nel quartiere Vomero. L’uomo, secondo quanto riferito da la Repubblica, avrebbe utilizzato un lenzuolo per impiccarsi nonostante fosse sorvegliato dalla polizia penitenziaria e dopo aver già tentato più volte di farsi del male nelle ore successive al fermo.

Meglio era stato arrestato in flagranza per l’aggressione avvenuta su un autobus della linea C32 in via Simone Martini. La vittima, una penalista di 32 anni, era stata colpita con alcune coltellate mentre si trovava sul mezzo pubblico. Le sue condizioni, secondo quanto si apprende, sono in miglioramento.

Nella mattinata di ieri il giudice per le indagini preliminari aveva convalidato il fermo, disponendo la custodia cautelare in carcere. Durante l’udienza il trentanovenne aveva risposto solo in parte alle domande del magistrato, apparendo in uno stato di forte confusione. A tratti lucido, a tratti smarrito, aveva parlato di un «vuoto di memoria» sugli istanti dell’aggressione, riuscendo a ricordare soltanto di aver atteso l’autobus in piazza Quattro Giornate poco prima dei fatti.

Davanti ai carabinieri aveva tentato di spiegare il gesto sostenendo di essere stato vittima di una truffa sentimentale e di aver scelto la vittima casualmente: «Ce l’avevo con tutti. Ho scelto una persona a caso. Con il mio gesto volevo attirare l’attenzione di Nicola Gratteri», avrebbe dichiarato agli investigatori. In un primo momento aveva anche raccontato di essersi recato in caserma per denunciare la donna che lo avrebbe ingannato, ma di aver trovato gli uffici chiusi.

Subito dopo l’arresto Meglio aveva manifestato comportamenti autolesionistici. In caserma si era colpito alla gola con una chiavetta USB, poi sequestrata dai militari. Successivamente, nel carcere di Poggioreale, si era scagliato con forza contro una parete, riportando una ferita alla testa. Proprio per il rischio di nuovi gesti estremi era stato trasferito nel reparto psichiatrico dell’ospedale San Giovanni Bosco, dove era ricoverato sotto stretta sorveglianza.

Nonostante il piantonamento, intorno alle 21.40 di ieri sera l’uomo è riuscito a togliersi la vita.

Originario del quartiere Pianura e incensurato, Meglio si era laureato in giurisprudenza e in passato si era anche iscritto all’albo dei praticanti avvocati. Aveva alle spalle un percorso segnato da fragilità psichiche ed era stato seguito dai servizi sanitari della Asl e, successivamente, da uno specialista privato.

Il suo difensore, l’avvocato Gianluca Sperandeo, aveva sottolineato come nella vita del suo assistito non vi fossero precedenti episodi di violenza e che i tentativi di suicidio successivi all’arresto sarebbero stati il segnale di un profondo crollo psicologico dopo quanto accaduto.

La tragedia si è consumata proprio nel reparto dove era ricoverato e sorvegliato, chiudendo nel modo più drammatico una vicenda che nei giorni scorsi aveva scosso la città.

ALTRI ARTICOLI
- Advertisment -spot_img

ULTIMI ARTICOLI