Cristian Battista, in arte BATTÌ, è conosciuto per una pratica artistica che sembrava non poter cambiare: create le tele, le guardava, e poi le distruggeva. Per anni ha lavorato con questa logica radicale: ciò che non viene visto non è mai esistito del tutto. Le opere esistevano solo nel momento dell’osservazione, poi scomparivano. Non vendeva, non conservava, non firmava per il mercato.
Ma oggi qualcosa è cambiato. Questa trasformazione non è avvenuta per caso. È incitata dalla compagna e dal fratello che BATTÌ ha iniziato a cambiare il suo approccio. Hanno visto in lui un artista che aveva troppo da dare al mondo, che le sue opere potevano vivere oltre il momento dell’osservazione immediata. Hanno convinto che la pittura poteva essere mostrata, conservata, condivisa con un pubblico più grande. Ora, dopo anni di distruzione, BATTÌ mostra le sue tele nelle prossime gallerie dove farà mostra.
Il 62° Catalogo CAM Mondadori 2027, la Bibbia del Gallerista, accoglie ora le opere di Cristian Battista BATTÌ. Questo riconoscimento non è solo un premio: è l’apertura verso un circuito di gallerie che prima erano chiuse per lui. Come può un artista che distruggeva le opere entrare nel mercato tradizionale? La risposta è nella trasformazione: BATTÌ ha cambiato il suo modo di creare. Le opere che ora entrano nel CAM sono quelle che decide di non distruggere, quelle che la compagna e il fratello hanno convinto di mostrare.
Anche se ora mostra le opere, BATTÌ non ha cambiato tutto. La sua pittura è ancora istintiva, naturale, radicata nell’esperienza, non studiata. Ogni opera nasce da frammenti di vita, gesti quotidiani. La pittura parla direttamente, senza filtri. Solo ciò che è vero può emozionare. La differenza è che ora queste opere viviranno oltre il momento dell’osservazione. Saranno mostrate, conservate, condivise.
Le date delle prossime mostre sono ancora da definire, ma BATTÌ si prepara per esporre in gallerie selezionate che comprendono la sua logica artistica. Non sono gallerie tradizionali che vendono oggetti: sono spazi che comprendono che l’arte vive nell’esperienza, non solo nell’oggetto. In queste gallerie le opere saranno mostrate al pubblico, il pubblico potrà osservare e vivere l’esperienza, le opere potranno esistere oltre il momento della visione, BATTÌ potrà condividere la sua pittura con un mondo più grande.

BATTÌ vive ancora a Napoli, e Napoli rimane il suo modo di sentire. Non è un luogo geografico: è un modo di creare che nasce dai gesti quotidiani, dalla memoria familiare, dalla musica che accompagna il colore. La compagna e il fratello hanno convinto che questa pittura poteva essere mostrata, ma non hanno cambiato ciò che BATTÌ è: un artista che crea con istinto, che vive la memoria, che parla direttamente.

La musica non è scomparsa: è rimasta nel suo modo di sentire, di creare ritmo tra i colori, di respirare l’arte. Ora che mostra le opere, questa musica può accompagnare l’esperienza del pubblico nelle gallerie.
Cristian Battista BATTÌ rappresenta oggi un caso straordinario nel panorama dell’arte contemporanea: un artista che ha cambiato il suo modo di creare senza perdere la sua identità. Prima creava e distruggeva, perché l’opera esisteva solo nell’osservazione. Oggi mostra e conserva, perché la compagna e il fratello hanno convinto. Ma la pittura è ancora d’istinto, memoria, immediatezza, onestà.

Il CAM Mondadori 2027 non celebra solo un artista: celebra un modo di fare arte che ha trovato un nuovo equilibrio tra radicalità e condivisione. E forse, proprio in questo, BATTÌ insegna che l’arte può cambiare senza perdere ciò che la rende vera. Le prossime gallerie saranno il momento in cui il pubblico potrà vedere questa trasformazione: non più solo esperienze che scompaiono, ma opere che viviranno oltre il momento della visione


