Un viaggio visivo nell’anima più autentica di Napoli, attraverso architetture, luci e silenzi. Un progetto fotografico che racconta la città senza i suoi abitanti, ma con tutta la loro presenza invisibile.
NAPOLI – Non una semplice raccolta di immagini, ma un percorso emotivo e culturale attraverso l’essenza più profonda della città. “Napoli Grande Signora” è il titolo ideale di un progetto fotografico che si propone di raccontare Napoli senza figure umane, lasciando che siano le architetture, gli spazi urbani e la luce a parlare.
L’autore, nato e cresciuto a Napoli prima di trasferirsi altrove, affida alla fotografia il compito di esplorare il mistero che rende la città partenopea unica al mondo. L’allontanamento fisico dalla propria terra, infatti, ha rappresentato l’occasione per comprenderne ancora più profondamente l’identità.
«È lo scontro del fuoco del Vesuvio con l’acqua del Golfo che governa le funzioni vitali dell’universo partenopeo», racconta. Una contrapposizione ancestrale che genera creatività, passioni e contraddizioni, dando vita a “cento, mille Napoli”, tutte diverse eppure riconoscibili.
Nelle fotografie emerge una città sospesa nel tempo, dove il presente convive con la memoria e ogni scorcio sembra custodire una storia segreta. Napoli appare così come un luogo in cui il quotidiano si trasforma continuamente in qualcosa di straordinario, dove il confine tra realtà e immaginazione è sottile e sfuggente.
La città viene descritta come un organismo vivo, complesso e affascinante. Un’amica di lunga data dell’autore la definisce con parole che sintetizzano perfettamente il suo carattere: «Napoli è creatura inespugnabile e ruffiana, sempre in trance e sempre sveglia». Un luogo in cui il caos e l’ordine convivono in una tensione permanente, fino a sfiorare il silenzio assoluto.
In questo racconto visivo, Napoli assume una dimensione quasi onirica. Il miracolo di San Gennaro, la devozione popolare, il dialogo costante tra sacro e profano diventano elementi di una narrazione che trascende la cronaca e si avvicina al mito. Una città surreale per eccellenza, dove ogni evento sembra carico di significati ulteriori e ogni luogo custodisce tracce di una storia millenaria.
A rendere ancora più particolare questo universo sono il Golfo e il Vesuvio, presenze costanti che incorniciano i grandi simboli della città: il Maschio Angioino, il Castel dell’Ovo, Castel Sant’Elmo, il Palazzo Reale. Elementi monumentali che si stagliano contro un cielo azzurro, spesso attraversato da nuvole leggere che l’autore definisce “magrittiane”, in un evidente richiamo alla pittura surrealista.
Non è un caso che il progetto richiami le atmosfere visionarie di artisti come Pieter Bruegel il Vecchio e Hieronymus Bosch. Nei vicoli, nei modi di dire popolari, nei contrasti estremi che caratterizzano la vita cittadina, l’autore ritrova quella stessa fusione di verità e finzione, realtà e immaginazione che caratterizza le opere dei due maestri fiamminghi.
Tra i momenti più intensi del suo rapporto con Napoli vi sono le passeggiate all’alba lungo via dei Tribunali. Quando la città ancora dorme, un antico portico diventa la porta d’accesso a un viaggio nel tempo. Gli odori dei vicoli, il silenzio delle pietre e la memoria dei luoghi permettono di immaginare carrozze, cavalli, nobili con parrucche bianche e mantelli attraversare le strade della capitale del Regno.
È in quegli istanti che il fotografo entra in contatto con l’anima più autentica della città: quella Napoli che per secoli è stata meta imprescindibile del Grand Tour, fonte d’ispirazione per artisti, scrittori e intellettuali provenienti da tutta Europa.
“Napoli Grande Signora” diventa così molto più di un progetto fotografico. È una dichiarazione d’amore verso una città che continua a sfuggire a qualsiasi definizione definitiva. Una città fatta di contrasti e meraviglie, di luce e ombra, di memoria e visione. Una città che, ancora oggi, conserva intatto il suo straordinario potere di seduzione.

Augusto De Luca, (Napoli, 1 luglio 1955) è un fotografo e performer. Ha ritratto molti personaggi celebri. Studi classici, laureato in giurisprudenza. E’ diventato fotografo professionista nella metà degli anni ’70. Si è dedicato alla fotografia tradizionale e alla sperimentazione utilizzando diversi materiali fotografici . Il suo stile è caratterizzato da un’attenzione particolare per le inquadrature e per le minime unità espressive dell’oggetto inquadrato. Immagini di netto realismo sono affiancate da altre nelle quali forme e segni correlandosi ricordano la lezione della metafisica. E’ conosciuto a livello internazionale, ha esposto in molte gallerie italiane ed estere. Le sue fotografie compaiono in collezioni pubbliche e private come quelle della International Polaroid Collection (USA), della Biblioteca Nazionale di Parigi, dell’Archivio Fotografico Comunale di Roma, dell’ Archivio Fotografico Parco Archeologico di Pompei, della Galleria Nazionale delle Arti Estetiche della Cina (Pechino), del Museo de la Photographie di Charleroi (Belgio).


