domenica, Luglio 12, 2026
spot_img
HomeNewsColpi in aria e paura: il Parco Verde nel mirino dei clan

Colpi in aria e paura: il Parco Verde nel mirino dei clan

Caivano, “stesa” al Parco Verde: nuovo scontro per il controllo del territorio

Caivano torna al centro delle cronache giudiziarie e della lotta alla criminalità organizzata. I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di tre soggetti napoletani, gravemente indiziati di reati legati alla pubblica intimidazione con uso di armi e porto illegale di armi, aggravati dal metodo mafioso.

Il provvedimento è stato emesso dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura partenopea.

Le indagini hanno permesso di ricostruire una “stesa” avvenuta il 27 settembre 2025 all’interno del Parco Verde di Caivano, area da tempo considerata ad alta densità criminale. In quell’occasione, nove persone a bordo di cinque ciclomotori avrebbero esploso in aria almeno otto colpi d’arma da fuoco, in un’azione dimostrativa tipica dei contesti camorristici.

Al momento, gli investigatori sono riusciti a identificare tre dei presunti responsabili, mentre proseguono gli accertamenti per risalire agli altri partecipanti.

Secondo gli inquirenti, l’episodio non sarebbe isolato ma inserito in una più ampia dinamica di ridefinizione degli assetti criminali sul territorio. La “stesa” rappresenterebbe infatti un chiaro segnale intimidatorio finalizzato ad affermare una nuova egemonia nel Parco Verde.

Questo scenario si sarebbe delineato a seguito dei recenti fermi di esponenti di vertice del clan Ciccarelli, evento che avrebbe aperto spazi per nuovi gruppi interessati a conquistare il controllo dell’area.

In particolare, emergerebbe l’interesse di consorterie camorristiche provenienti da Napoli, in particolare dall’area di Scampia, attratte dal lucroso traffico di stupefacenti radicato nel Parco Verde di Caivano.

Un business che continua a rappresentare uno dei principali motori economici della criminalità organizzata locale e motivo di scontro tra gruppi rivali.

Si precisa che il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta nella fase delle indagini preliminari. Gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva e possono avvalersi dei mezzi di impugnazione previsti dalla legge.

ALTRI ARTICOLI

ULTIMI ARTICOLI