Il Napoli è arrivato a uno dei primi veri bivi della stagione. Oggi al Maradona contro il Bologna non sarà semplicemente una partita di campionato, ma una sfida che potrebbe indirizzare il futuro immediato degli azzurri e soprattutto quello di Massimiliano Allegri. Dopo tre sconfitte consecutive tra Serie A e Champions League, il Napoli deve cambiare passo e ritrovare una vittoria che avrebbe un peso enorme non soltanto per la classifica, ma anche per il morale di un gruppo chiamato a reagire.
I risultati negativi sono arrivati contro avversari di grande livello, squadre costruite attraverso mercati importanti e capaci di proporre un calcio moderno, intenso e organizzato. Una considerazione che può spiegare almeno in parte le difficoltà incontrate dagli azzurri, ma che adesso non può più trasformarsi in un alibi. Contro il Bologna bisogna fare punti, possibilmente tre.
Lo stesso Allegri alla vigilia ha fatto capire quanto sia importante questo appuntamento, sottolineando la necessità di tornare immediatamente alla concretezza. Il Napoli non ha ancora vinto in casa in questa stagione e il Maradona deve tornare a essere un fattore.
Anche il Bologna arriva a Napoli con la necessità di raccogliere punti e con diversi problemi da risolvere. Questo rende la partita ancora più delicata, perché quando due squadre attraversano un momento complicato spesso diventa fondamentale soprattutto l’aspetto mentale. Chi riuscirà a liberarsi prima delle proprie paure potrebbe prendere in mano la gara.
Per Allegri la pressione inevitabilmente aumenta. Tre sconfitte consecutive pesano e un’altra battuta d’arresto, oppure un pareggio accompagnato da una prestazione poco convincente, potrebbe aprire una fase molto delicata. In questi giorni attorno all’ambiente azzurro sono già cominciate le discussioni sul futuro della panchina e circola anche il nome di Raffaele Palladino, tecnico originario di Mugnano di Napoli, come possibile alternativa qualora la società decidesse in futuro di cambiare guida tecnica.
Al momento, però, Allegri resta l’allenatore del Napoli e oggi avrà la possibilità più importante: rispondere sul campo. È proprio nelle situazioni di difficoltà che un tecnico deve riuscire a ricompattare il gruppo, trovare nuove soluzioni e soprattutto ottenere risultati.
Il problema è che l’emergenza infortuni continua a complicare i piani. Alex Meret è fermo per la lesione di basso grado dell’adduttore lungo della coscia sinistra, mentre Alisson Santos ha riportato una lesione di medio grado del bicipite femorale sinistro. Due assenze pesanti che si aggiungono agli altri problemi fisici della rosa.
In porta toccherà quindi a Milinkovic-Savic, mentre sulla corsia offensiva lasciata libera da Alisson cresce la candidatura di Noa Lang. L’olandese rappresenta una soluzione importante soprattutto per la capacità di puntare l’uomo, creare superiorità numerica e dare velocità alla manovra. Le indicazioni della vigilia lo vedono in ballottaggio con Neres, con Lang favorito per una maglia dal primo minuto.

Il Napoli dovrà però cambiare soprattutto nell’atteggiamento. Nelle ultime partite non sono mancati momenti positivi, ma troppo spesso la squadra ha alternato buone fasi a improvvisi cali di attenzione. Contro il Bologna servirà un Napoli aggressivo, capace di giocare più alto e soprattutto di mantenere intensità per novanta minuti.
Questa volta conta poco giocare bene per mezz’ora o uscire dal campo con la sensazione di aver tenuto testa all’avversario. Servono i punti. Lo sa Allegri, lo sanno i calciatori e lo sa una tifoseria che vuole vedere una reazione immediata.
Il campionato è appena cominciato e naturalmente nulla può essere già compromesso, ma perdere ulteriore terreno renderebbe tutto più complicato. Una vittoria, al contrario, potrebbe cambiare completamente l’atmosfera, restituire fiducia al gruppo e permettere ad Allegri di lavorare con maggiore serenità .
Il Maradona aspetta quindi una risposta. Napoli-Bologna vale tre punti sulla carta, ma per gli azzurri oggi sembra valere molto di più. È una partita che può rappresentare la fine della crisi oppure trasformarla definitivamente in un caso.
E per Allegri potrebbe essere la prima vera partita senza possibilità di sbagliare.

