NAPOLI – Da giorni autotrasportatori, agricoltori e pescatori bloccano i caselli in Campania per il gasolio oltre i 2,25 euro al litro, causando code ai distributori e scaffali vuoti nei supermercati. Una crisi esplosiva che mette in ginocchio famiglie e imprese nel Mezzogiorno.
Non è un fenomeno isolato. Il caro energia è anche il conto di un contesto internazionale segnato da guerre, tensioni geopolitiche e politiche di riarmo che sottraggono risorse allo sviluppo e ai servizi pubblici. Il Governo Meloni, con la complicità dell’opposizione, finanzia con miliardi la guerra anziché sostenere il potere d’acquisto dei cittadini.
Agorà Napoli, neonato movimento politico, esprime piena solidarietà ai lavoratori in protesta. Il caro energia è il drammatico effetto di un contesto internazionale segnato da guerre e riarmo. È urgente rovesciare le priorità: no alle spese militari, sì a interventi immediati per le categorie colpite e a politiche strutturali contro la vulnerabilità energetica. La pace non è solo un valore morale: è la condizione della stabilità economica e della giustizia sociale.
Queste proteste non sono rivendicazioni di categoria, ma la manifestazione di un disagio collettivo che le istituzioni hanno il dovere di ascoltare. Agorà Napoli sta con chi manifesta pacificamente per difendere il lavoro, la dignità e il diritto a una vita sostenibile.

