A Napoli la prima assemblea regionale campana del movimento fondato dallo storico Angelo D’Orsi. Interventi di Andrea Zhok e Alessandro Visalli e un ricco dibattito aperto alla sala
Si è tenuta a Napoli la prima assemblea regionale in Campania di Agorà, il movimento fondato dallo storico Angelo D’Orsi per federare le istanze critiche verso l’assetto europeo, le politiche di riarmo e la “falsa alternativa” tra centrodestra e centrosinistra. Con il fondatore sono intervenuti il professor Andrea Zhok, ordinario di Filosofia morale e Antropologia filosofica all’Università di Milano, e l’architetto e saggista Alessandro Visalli.
D’Orsi ha ribadito la natura di Agorà come spazio libero e indipendente, sostenendo che la frattura politica oggi non è più tra destra e sinistra ma orizzontale: da un lato un “sopra” autoreferenziale, dall’altro un “sotto” disimpegnato. «Bisogna combattere contro la nostra ignavia, per un ritorno alla politica che significa ritorno alla coscienza sociale», ha affermato.

Zhok ha messo in discussione la dicotomia destra-sinistra, ormai incapace — a suo giudizio — di cogliere i conflitti reali, e ha criticato l’architettura economica e geopolitica dominante, dalla finanziarizzazione alla questione della sovranità nazionale, collegandosi ai punti programmatici del movimento: uscita dalla NATO, neutralità, superamento dell’euro.
Visalli ha portato una prospettiva concreta, legata a crisi urbana, consumo di suolo e disuguaglianze: le grandi questioni nazionali si declinano sul territorio, perciò Agorà deve radicarsi nelle città evitando di restare un “partito di intellettuali”.
Molto ricco il dibattito aperto agli interventi in sala: numerosi cittadini e attivisti hanno posto questioni concrete — sanità pubblica e liste d’attesa, lavoro precario e disoccupazione giovanile, ambiente e gestione dei rifiuti, crisi della rappresentanza nei quartieri popolari — chiedendo di tradurre l’analisi teorica in iniziative pratiche. Non sono mancate voci critiche su alleanze e rapporto con le altre realtà sociali del territorio.
La Campania sarà un laboratorio decisivo per verificare se il movimento riuscirà a trasformare la riflessione critica in azione politica concreta.


