NAPOLI – La giornata di oggi, lunedì 19 ottobre 2026, si apre sotto il segno della forte tensione in Campania. La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti è degenerata in blocchi stradali e portuali che stanno paralizzando la regione. Dopo i pesanti disagi registrati sulle autostrade A1 e A30 tra Caserta e Napoli, la mobilitazione ha raggiunto il cuore economico del capoluogo: un presidio di camion ha bloccato il Varco Bausan, uno dei principali ingressi commerciali del porto di Napoli.
I collegamenti con i terminal subiscono forti rallentamenti, creando un effetto a catena sulla logistica e sui rifornimenti, con i primi scaffali dei supermercati che iniziano a svuotarsi e difficoltà nei trasporti verso le isole. Gli automobilisti e gli operatori commerciali fanno i conti con code chilometriche e una viabilità completamente in tilt. Le associazioni di categoria invocano interventi urgenti e corridoi protetti per i beni essenziali, mentre si guarda con apprensione agli sviluppi della mobilitazione in attesa di risposte istituzionali.
Alla base della mobilitazione c’è l’insostenibilità economica generata dal rincaro record dei carburanti, con il gasolio stabilmente sopra la soglia dei due euro al litro. Gli autotrasportatori denunciano margini di profitto ormai azzerati, schiacciati dai costi fissi di gestione, dai pedaggi autostradali e dall’inflazione. La categoria chiede interventi strutturali immediati al Governo, tra cui il blocco delle tariffe, sconti mirati sulle accise e l’estensione del credito d’imposta, per evitare il collasso definitivo di un settore strategico per l’intera economia nazionale.
Lo sciopero e i presidi degli autotrasportatori in Campania stanno avendo un impatto diretto e immediato sulla catena di distribuzione agroalimentare. I primi banchi a soffrire del blocco dei tir sono quelli dei prodotti freschi a brevissima conservazione. Si registrano già banchi vuoti o fortemente ridotti per frutta, verdura, latte fresco e latticini provenienti dalle aziende agricole locali e dai mercati ortofrutticoli, mentre le consegne giornaliere di pesce e carne freschi sono saltate o in forte ritardo, compromettendo la reperibilità del pescato e dei tagli di carne fresca.
I blocchi prolungati rischiano, però, anche di interrompere la catena del freddo per i camion refrigerati rimasti in coda, costringendo in alcuni casi gli operatori a non caricare la merce dai centri di smistamento. I grandi centri di distribuzione della Campania riescono a garantire per ora la presenza di scatolame, prodotti confezionati e surgelati attingendo dalle giacenze di magazzino. Tuttavia, se i blocchi dovessero proseguire oltre le 48-72 ore, anche il riassortimento dei generi di prima necessità subirà rallentamenti diffusi.
D’altronde, la Campania rappresenta un hub di smistamento strategico per tutto il Mezzogiorno. I blocchi contemporanei ai porti di Napoli e alle arterie autostradali stanno bloccando sia i prodotti agricoli in uscita verso il Nord Italia e l’estero, sia le forniture industriali in arrivo dalle regioni settentrionali verso Puglia, Calabria e Sicilia.
Nella giornata di oggi è stato aperto un tavolo straordinario di confronto promosso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con la partecipazione del viceministro Edoardo Rixi. L’esecutivo aveva inizialmente programmato un vertice formale con la sigla nazionale Unatras per il 27 ottobre, ma l’inasprirsi della protesta e il blocco dei nodi logistici chiave del Sud Italia, hanno spinto le istituzioni ad anticipare i contatti per individuare soluzioni d’emergenza.
I comitati territoriali degli autotrasportatori e le delegazioni regionali hanno confermato la propria presenza al tavolo, ribadendo però che la mobilitazione non verrà interrotta anticipatamente in assenza di un accordo formale scritto. Le associazioni chiedono la sottoscrizione immediata di un documento d’intesa che contenga garanzie vincolanti, rifiutando rinvii o promesse generiche.
Le richieste della categoria portate sul tavolo negoziale riguardano principalmente interventi per calmierare il prezzo del gasolio e l’introduzione di sconti o crediti d’imposta immediati sulle accise per i mezzi pesanti, il congelamento degli aumenti autostradali e sostegni diretti alle imprese di trasporto merci e, infine, l’attuazione rapida dei provvedimenti normativi di incentivi già previsti per la categoria degli autotrasportatori ma ancora bloccati dai decreti attuativi.

