Napoli, flop a Venezia: Allegri sotto accusa
Il Napoli cade anche a Venezia e il riscatto atteso dopo la sconfitta di Villarreal si trasforma in un’altra serata da dimenticare. Al Penzo finisce 1-0: decide Adams all’inizio della ripresa, mentre De Bruyne spreca dal dischetto l’occasione del pareggio. Per gli azzurri è la terza sconfitta in sette partite di campionato, la quinta nelle nove gare complessive della stagione. Un bilancio pesante, aggravato da una prestazione che lascia poche giustificazioni alla squadra e a Massimiliano Allegri.
Il risultato racconta soltanto una parte del problema. A preoccupare è soprattutto la difficoltà del Napoli nel costruire un gioco riconoscibile, nell’aumentare il ritmo e nel mettere i propri attaccanti nelle condizioni di incidere. Il Venezia, arrivato alla partita dopo sei sconfitte consecutive, trova contro gli azzurri i primi punti del campionato. Il cambio in panchina produce la scossa cercata: Davide Nicola ottiene subito una vittoria che restituisce fiducia ai lagunari e rende ancora più evidente la crisi napoletana.
Allegri parte con Meret in porta, Beukema, Amir Rrahmani e Badiashile in difesa. Sulle corsie ci sono Di Lorenzo e Spinazzola, con Lobotka e Gilmour in mezzo. Giovane e McTominay agiscono alle spalle di Lucca. Una formazione che dovrebbe garantire equilibrio e presenza offensiva, ma che per tutto il primo tempo fatica a trovare profondità e soluzioni.
Il Napoli tiene il pallone senza trasformare il possesso in occasioni. La manovra procede lentamente, gli appoggi sono prevedibili e il Venezia riesce a proteggere la propria area senza dover affrontare una pressione continua. All’intervallo gli azzurri non hanno ancora impegnato Stankovic con una conclusione nello specchio: un dato che fotografa la sterilità offensiva della squadra.
L’opportunità più invitante capita a Lucca, che in area manca il contatto con il pallone da una posizione favorevole. È l’episodio simbolo di una frazione nella quale il centravanti resta ai margini, poco servito ma anche poco efficace quando viene coinvolto. Il Napoli non riesce ad accendersi e permette agli avversari di prendere progressivamente coraggio.
La partita cambia al 49’. Lucca perde un pallone, Sohm lo recupera e cerca immediatamente Adams in profondità . Amir Rrahmani interviene fuori tempo e lascia all’attaccante lo spazio per concludere. Nel tentativo di recuperare, il difensore devia anche il tiro, che supera Meret. Il Venezia passa alla prima vera accelerazione e il Napoli si ritrova ancora una volta a inseguire.
È una rete che mette insieme diversi limiti azzurri: una gestione imprecisa del possesso, la difficoltà nel difendere lo spazio e un errore individuale decisivo. Rrahmani legge male la situazione e il Napoli paga un prezzo altissimo contro una squadra che, fino a quel momento, aveva soprattutto cercato di contenere.
Allegri interviene al nono minuto della ripresa con tre sostituzioni: entrano De Bruyne, Alisson Santos e Højlund per Gilmour, Giovane e Lucca. Successivamente arriva anche Politano al posto di Beukema. Il Napoli aumenta il peso offensivo, ma perde protezione e concede al Venezia occasioni per chiudere la partita.
Al 66’ Adams può firmare il raddoppio in contropiede. L’attaccante sceglie la conclusione, mandando alto, invece di servire Albion Rrahmani libero. Il Venezia spreca e poco dopo offre agli azzurri la possibilità di rimettere in equilibrio il risultato: Moreno atterra Højlund in area e Sacchi indica il dischetto.
De Bruyne si presenta davanti a Stankovic, ma il suo destro è poco angolato e il portiere lo respinge. È l’errore più pesante della serata azzurra, perché arriva nel momento in cui un pareggio avrebbe potuto cambiare l’inerzia della gara.
Il belga non riesce a dare ordine né qualità alla rincorsa del Napoli. Il rigore fallito si aggiunge a un ingresso poco incisivo e rende ancora più evidente quanto la squadra fatichi a valorizzare uno dei suoi giocatori più importanti. Da questo episodio, tuttavia, non si possono ricavare certezze su presunte fratture con l’allenatore o su uno spogliatoio diviso: il problema documentato dalla partita resta quello di un gruppo che in campo non trova connessioni efficaci.
Dopo il rigore gli azzurri attaccano con maggiore urgenza, esponendosi però alle ripartenze. Al 70’ Adams serve Albion Rrahmani, che conclude debolmente e lascia aperta la sfida. Il Venezia non sfrutta gli spazi concessi, ma conserva il vantaggio grazie anche alla prestazione del proprio portiere.
Stankovic diventa decisivo nel finale. Esce con tempestività su Højlund, respinge una conclusione a giro di Lobotka e si oppone anche a un rasoterra di Alisson Santos. Il Napoli trova finalmente qualche occasione, ma lo fa quando ha già compromesso gran parte della partita. La pressione conclusiva non cancella un primo tempo vuoto né le difficoltà emerse dopo l’intervallo.
Tra gli azzurri, Alisson Santos porta vivacità e prova a rendere meno prevedibili gli attacchi. Højlund lotta e conquista il rigore. Badiashile offre maggiore continuità rispetto agli altri componenti della difesa. Sono segnali individuali insufficienti a sostenere una squadra nella quale diversi uomini di riferimento restano sotto il rendimento necessario.
McTominay incide poco, Lobotka fatica a dare velocità alla circolazione e Di Lorenzo non riesce a trasformare le avanzate sulla fascia in occasioni concrete. Lucca chiude una prova particolarmente negativa, segnata dall’occasione mancata e dal pallone perso nell’azione del vantaggio veneziano.
Le responsabilità di Allegri sono evidenti. Dopo Villarreal serviva una risposta sul piano del gioco e dell’atteggiamento, ma il Napoli impiega troppo tempo per rendersi pericoloso. Le sostituzioni producono qualche iniziativa in più, senza risolvere la mancanza di organizzazione. Cinque sconfitte in nove partite impongono una valutazione severa sul lavoro svolto e sulla capacità di correggere difetti che continuano a ripresentarsi.
Sui social cresce la contestazione dei tifosi, con richieste di esonero per l’allenatore. Il confronto sulle responsabilità , però, coinvolge inevitabilmente anche Aurelio De Laurentiis e la dirigenza. La scelta della guida tecnica, la costruzione della rosa e gli investimenti appartengono alla società : il rendimento attuale impone di interrogarsi sull’efficacia dell’intero progetto.
Il secondo posto della scorsa stagione e le risorse impiegate sul mercato rendono ancora più difficile accettare un arretramento così marcato. Il Napoli non può affidare ogni tentativo di rimonta alla qualità del singolo o a una reazione tardiva. Deve ritrovare distanze, idee e una direzione tecnica credibile.
Il Venezia festeggia una vittoria costruita con attenzione, concretezza e le parate di Stankovic. Il Napoli lascia la Laguna con un’altra sconfitta e una fiducia sempre più fragile. Il rigore sbagliato pesa, ma non basta a spiegare una squadra che per lunghi tratti continua a non funzionare.

