I vescovi della Conferenza Episcopale Campana esprimono vicinanza agli autotrasportatori e agli agricoltori che, in questi giorni, manifestano per richiamare l’attenzione sulle crescenti difficoltà che gravano sul mondo del lavoro, sulle attività produttive e sulle famiglie.
I presuli si dicono consapevoli che dietro ogni protesta vi sono storie di sacrificio, preoccupazioni quotidiane e legittime richieste di ascolto. Essi riconoscono che l’aumento del costo della vita, il rincaro dei carburanti, delle materie prime e dei costi di produzione mettono a dura prova tante persone che, con impegno e responsabilità, contribuiscono ogni giorno a sostenere l’economia del nostro Paese e della nostra Regione.
La Dottrina sociale della Chiesa ci ricorda che l’economia deve essere al servizio della persona e non la persona al servizio dell’economia. Infatti, il lavoro è una dimensione essenziale della dignità umana, attraverso la quale ciascuno contribuisce al bene della società e provvede responsabilmente alla propria famiglia.
Alla luce di questi principi, i Pastori delle Chiese che sono in Campania rivolgono un appello alle istituzioni nazionali e regionali, alle organizzazioni di categoria e alle rappresentanze dei lavoratori affinché si apra un confronto serio e costruttivo. Secondo loro, è necessario individuare risposte concrete e sostenibili all’aumento dei costi, sostenere le imprese che operano con correttezza, tutelare il reddito dei lavoratori e degli agricoltori e impedire che il peso delle difficoltà economiche ricada soprattutto sulle famiglie più fragili.
Al tempo stesso, i vescovi campani auspicano che ogni forma di protesta possa svolgersi nel rispetto delle persone, della sicurezza e dei diritti di tutti, evitando che si trasformi in ulteriore sofferenza per altri lavoratori, per gli automobilisti e per quanti necessitano di raggiungere luoghi di cura, di lavoro o di assistenza. Infatti, il diritto di manifestare le proprie difficoltà deve poter incontrare l’ascolto e la responsabilità, nella ricerca di soluzioni che non alimentino contrapposizioni, ma favoriscano il dialogo.
Particolarmente accorata è la vicinanza manifestata dalla Diocesi di Pozzuoli, da parte di Antonio Delle Donne, Direttore dell’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro della Diocesi di Pozzuoli.
In queste giornate di forte tensione, la nostra comunità assiste con viva preoccupazione a quanto sta accadendo sulle strade e nelle città. Le immagini dei tir fermi, dei distributori a secco e degli scaffali che iniziano a svuotarsi raccontano una crisi complessa che tocca da vicino la vita di ciascuno di noi.
A voi, autotrasportatori, va innanzitutto il riconoscimento di una verità inconfutabile: il vostro lavoro è la spina dorsale della nostra economia e della nostra quotidianità. Quando i camion si fermano, il Paese si accorge improvvisamente di quanto dipenda da ogni singolo chilometro che percorrete, giorno e notte, in qualsiasi condizione atmosferica.
Comprendiamo appieno le ragioni del vostro profondo disagio. L’aumento insostenibile del carburante erode drasticamente i margini di guadagno, rendendo spesso antieconomico persino mettere in moto il veicolo. L’inflazione crescente colpisce non solo la vostra attività imprenditoriale o lavorativa, ma anche le vostre famiglie. La sensazione di non essere ascoltati dalle istituzioni di fronte a dinamiche economiche che rischiano di soffocare l’intero settore genera in voi profonda frustrazione.
La vostra battaglia per la dignità del lavoro e per condizioni eque non è e non deve essere vista come una questione di parte, ma come una priorità collettiva. Allo stesso tempo, però, non possiamo ignorare le conseguenze che i blocchi stradali e l’interruzione della filiera stanno generando sulla popolazione. La mancanza di rifornimenti nei supermercati e nei piccoli negozi mette a dura prova le famiglie e la continuità delle attività commerciali. La carenza di carburante condiziona la mobilità dei lavoratori, dei servizi essenziali e di chi necessita di spostarsi per motivi di salute o emergenza.
Quando una protesta rischia di bloccare le funzioni vitali di una comunità, si innesca un circolo vizioso in cui le difficoltà degli uni finiscono per alimentare quelle degli altri. Per questo motivo, il richiamo alla pace sociale e alla coesione è oggi più urgente che mai.
La pace sociale non significa rassegnazione o accettazione passiva delle difficoltà, ma rappresenta la cornice di rispetto reciproco indispensabile per:
– Mantenere aperta la solidarietà: evitare che la legittima frustrazione si trasformi in conflitto tra cittadini che stanno affrontando, seppur da prospettive diverse, la medesima crisi economica.
– Promuovere il dialogo istituzionale: costringere i tavoli decisionali e le istituzioni a trovare soluzioni concrete e tempestive (calmieri sui prezzi, sgravi fiscali, sostegni mirati) senza che a pagarne il prezzo siano i servizi di prima necessità.
– Garantire la convivenza pacifica: tutelare la tenuta del tessuto sociale, fondamentale affinché la comunità resti unita anziché spaccata di fronte alle emergenze.
Chiediamo con forza alle Istituzioni di intervenire con urgenza e determinatezza per offrire risposte concrete e sostenibili alle istanze del settore dell’autotrasporto, prima che le conseguenze sul Paese diventino irreversibili.
A voi, autotrasportatori, rivolgiamo un appello affinché la forza della vostra protesta possa esprimersi mantenendo sempre aperti i canali di passaggio per i beni essenziali e i servizi primari, salvaguardando quel legame di rispetto e fiducia che vi unisce a tutti i cittadini. Solo unendo la solidarietà verso chi lavora al rispetto per la comunità intera potremo superare questo momento difficile, trasformando la protesta in un’opportunità di dialogo e di ricostruzione per il bene di tutti.

