Le monache cucinavano per devozione; i monsù, i cuochi alla corte dei Borbone, per impressionare: il popolo napoletano prese il meglio di entrambi e lo trasformò in tradizione. Quale sintesi più efficace renderebbe meglio l’idea di questo spaccato di storia patria del cibo? Nessuna, perché a Napoli si mescolano l’alto e il basso, il sacro e il profano, non solo a livello sociale, ma soprattutto a livello gastronomico.
Tale miracolo dell’autosufficienza, insito nell’indole di un popolo che riesce a sembrare felice malgrado la miseria, è attestato, racconto dopo racconto, ricetta dopo ricetta, dalla più imprevedibile coppia di autori: Ciro Salatiello, chef di chiara fama, e Peppe Iannicelli, giornalista, conduttore televisivo, divulgatore, che hanno dato alle stampe, per i tipi di Edizioni Vulcaniche, “Ammammato Ammammato” (pag. 200, euro 20), un libro il cui contenuto va rigorosamente chiarito a partire dal titolo.
L’intraducibile “ammammato” è l’immagine perfetta di un piatto nel quale tutti gli ingredienti si fondano e si insaporiscono alla perfezione l’uno nell’altro, come un amore appassionato nel quale due individui diventano un tutt’uno. Un amalgama che si sublima in un’esperienza gustativa superiore alla somma delle singole parti. “Ammammato ammammato” è infatti il richiamo all’equilibrio della cucina partenopea: ogni ingrediente trova il suo posto, ogni piatto nasce dalla mano del cuore dove il sentimento diventa l’ingrediente più importante. Il libro è anche un viaggio nella cucina napoletana nei suoi aspetti sociali intrecciando ricette, storia, tradizioni, miti, personaggi, emozioni. Un sentito omaggio alla civiltà e all’identità napoletana e un invito a condividere il cibo come gesto di amore e di pace.
Gli autori, annota Maurizio de Giovanni nella prefazione, «hanno scritto una topografia sentimentale della città, fatta di acquaioli e carnacuttari, che non esistono più se non nelle parole con cui ancora, per abitudine d’affetto, li chiamiamo». D’altronde, «Ammammato è una di quelle parole che non si traducono, si abitano», così come «questo libro va abitato più che letto: va tenuto e consultato in cucina, con le mani sporche di farina o di sugo, magari con la radio accesa, come si è sempre fatto in questa città quando si cucinava per qualcuno che si amava».

Il libro, dal 16 settembre in libreria, sarà presentato dagli autori il 3 ottobre alle ore 19:00, a Palazzo Reale in occasione della V edizione del Campania Libri Festival al quale anche quest’anno parteciperà Edizioni Vulcaniche.
Lo chef Ciro Salatiello è uno dei professionisti più noti della cucina campana. Ha ricoperto molti ruoli di prestigio che hanno formato il suo percorso: Calcio Napoli, hotellerie di lusso, eventi internazionali. Innovatore nel rispetto della tradizione, ha brevettato “Kepurp”, il polpo bollito in forma di kebab.
Il giornalista conduttore radio-tv Peppe Iannicelli è volto storico di Canale 21, collabora con Radio Marte e dirige giornaleria.it. È apprezzato per la sua capacità di raccontare con competenza e passione il mondo della cultura, dello sport e della gastronomia. È in onda con “Meravigliosa Italia”, su Mediaset Infinity.

