martedì, Maggio 19, 2026
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L’Europa dice no all’aumento dell’olio tunisino: tutela per l’olivicoltura italiana

Stop al raddoppio dell’olio tunisino: sospiro di sollievo per gli olivicoltori campani

Buone notizie per gli olivicoltori della Campania: la Commissione europea ha deciso di bloccare l’ipotesi di raddoppio delle importazioni di olio d’oliva tunisino a dazio zero, una misura che secondo le organizzazioni agricole avrebbe penalizzato fortemente i produttori italiani.

La decisione arriva dopo le sollecitazioni di Coldiretti e Filiera Italia. Il direttore di Coldiretti Campania, Salvatore Loffreda, ha spiegato che il commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen ha comunicato in una lettera che non sono previste nuove concessioni commerciali per l’olio d’oliva tunisino.

La proposta del governo tunisino mirava infatti ad ampliare il contingente di esportazione agevolato fino a 100.000 tonnellate annue, rafforzando il quadro giuridico bilaterale con l’Unione europea. Secondo le organizzazioni agricole, una simile apertura avrebbe favorito l’arrivo di grandi quantità di prodotto a basso costo, con il rischio di far crollare i prezzi dell’olio italiano.

Per il comparto olivicolo campano si tratta di un risultato importante. Negli ultimi anni molti produttori hanno investito per rafforzare la propria presenza sul mercato nazionale e internazionale, anche grazie al piano olivicolo regionale avviato dalla Campania, il primo in Italia. Un progetto che ha coinvolto numerosi operatori della filiera attraverso incontri e iniziative organizzate con il supporto di Aprol Campania.

Uno dei punti più critici riguarda il prezzo dell’olio importato. Secondo i dati citati da Coldiretti, l’olio tunisino – i cui arrivi sono aumentati del 40% – ha un prezzo medio di circa 3,5 euro al chilo. Un valore che, secondo l’organizzazione agricola, genera una forma di dumping che rischia di mettere in difficoltà i produttori italiani, spesso costretti a vendere sotto i costi di produzione. Restano inoltre, sempre secondo Coldiretti, alcune perplessità sull’uso nel Paese nordafricano di pesticidi vietati nell’Unione europea.

La Campania resta comunque uno dei territori più rilevanti del panorama olivicolo italiano. La regione conta oltre 70.000 ettari coltivati a olivo e, nella campagna 2024/2025, ha registrato un aumento della produzione che la colloca al sesto posto a livello nazionale.

Tra le varietà più rappresentative del patrimonio olivicolo campano figurano la Pisciottana, la Caiazzana, la Carpellese, la Rotondella e la Minucciola, cultivar che contribuiscono alla qualità e alla riconoscibilità dell’olio extravergine prodotto sul territorio regionale. 

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