Napoli si prepara ad ospitare il VitignoItalia 2026, evento giunto ormai alla ventesima edizione. Non si tratta solo di un traguardo cronologico, ma di una dichiarazione d’intenti: Napoli si trasforma, ancora un’altra volta, nel baricentro dell’enologia nazionale. Dal 17 al 19 maggio 2026, lo scenario monumentale della Stazione Marittima sul Molo Angioino accoglie un esercito di appassionati, operatori e buyer internazionali, pronti a immergersi in un patrimonio di biodiversità senza eguali.
Un viaggio nel Pianeta Vino con un percorso enologico che vedrà protagonista più di 2000 etichette, tra produzioni territoriali e le denominazioni più rappresentative dello Stivale, offrendo uno spaccato completo della biodiversità dell’enologia tricolore. Ad affiancare i banchi d’assaggio un calendario di contenuti studiati appositamente per questa speciale occasione, tra verticali esclusive, incontri con i principali player del settore e la presenza di buyer dall’Europa e dal mondo.

Non solo calici e assaggi. VitignoItalia 2026 consolida il suo ruolo di hub commerciale grazie alla sinergia con Agenzia ICE e la Regione Campania. La presenza di delegazioni di buyer provenienti da 15 paesi (tra cui Germania, Repubblica Ceca, Spagna, Francia, Danimarca, Ungheria, Polonia, Svezia, fino al Giappone e Stati Uniti), coinvolti, per l’appunto, grazie alla rinnovata partnership con ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane), aprirà il dialogo con i principali mercati esteri. Un’occasione concreta di networking e sviluppo commerciale che non si fermerà alla tre giorni ma proseguirà anche post manifestazione, mercoledì 20 maggio, con il press tour quest’anno incentrato nelle zone enologiche dell’Irpinia e del Sannio.
Nata nel 2006, la kermesse diretta da Maurizio Teti festeggia due decenni con numeri record: più di 2.200 etichette in degustazione che tracciano una mappa sensoriale dell’Italia intera. Se la Campania gioca in casa con le sue punte di diamante – dall’Irpinia del Fiano e del Taurasi al Sannio della Falanghina – il salone si conferma un mosaico nazionale. Dai grandi rossi toscani alle bollicine del Prosecco Superiore di Conegliano Valdobbiadene, fino alle espressioni più calde della Sicilia e l’eleganza dei bianchi friulani.
“Mai come quest’anno VitignoItalia si fa portabandiera dell’eccellenza enologica nazionale – racconta Maurizio Teti, Direttore di VitignoItalia – A vent’anni dalla sua nascita, rinnoviamo la stessa missione ovvero raccontare il vino come espressione autentica del suo territorio, stimolando da un lato il contatto diretto tra aziende e consumatori e dall’altro creando occasioni concrete di dialogo con il trade. Per questa edizione abbiamo pensato a un programma di incontri ancora più ampio e articolato, per valorizzare l’aspetto sensoriale della degustazione e al tempo stesso riflettere sui cambiamenti strutturali che stanno attraversando il comparto. Un traguardo reso possibile dal supporto pluriennale dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania che desidero ringraziare insieme all’ICE per il contributo determinante nel percorso di internazionalizzazione dell’evento.”

L’edizione 2026 si distingue per un’attenzione quali militante verso la sostenibilità e la tutela del passato. Novità di quest’anno è la collaborazione con il progetto G.R.A.S.P.O. (Gruppo di Ricerca Ampelografica per la Salvaguardia e la Preservazione dell’Originalità viticola). Domenica 17 maggio alle ore 16:30, nella Sala Calipso, i visitatori potranno prendere parte ad una masterclass alla scoperta dei cosiddetti “vini dei patriarchi”. L’associazione G.R.A.S.P.O. opera sul fronte del recupero di antichi vitigni che sono stati abbandonati, nella convinzione che la biodiversità possa essere una risorsa importante per il futuro della viticoltura, sia in chiave di cambiamento climatico che per una migliore e più dinamica comunicazione delle singole identità territoriali.
Una degustazione unica, con vini ottenuti da vitigni rari ad alto rischio estinzione. I nomi quasi dimenticati come la Coda di Pecora campana, la Pavana del Trentino, o la Slarina piemontese, raccontano un’Italia viticola che rifiuta l’omologazione.
L’evento prosegue fino a martedì 19 maggio, con una giornata conclusiva interamente dedicata agli operatori del settore Horeca e alla stampa specializzata. Tra i moli di Napoli, il messaggio è chiaro: il futuro del vino italiano passa per le radici più profonde e per la capacità di raccontare storie di uomini, vigne e resilienza.
VITIGNOITALIA, Il Salone dei vini e dei territori vitivinicoli italiani
Stazione Marittima di Napoli
Domenica 17 Maggio: ore 14.00 – 21:00
Lunedì 18 Maggio: ore 14.00 – 21:00
Martedì 19 Maggio: ore 14.00 – 20:00
www.vitignoitalia.it


