Formare un medico non significa soltanto trasferire nozioni: significa allenarlo a decidere, a comunicare, a guidare un team nel momento in cui tutto può cambiare in pochi secondi. È questa la filosofia che anima i Clinical Games Campus, il progetto formativo promosso da SIMEUP – la Società Italiana di Medicina d’Emergenza-Urgenza Pediatrica – che dal 14 al 17 maggio porta ad Acconia di Curinga, in Calabria, oltre cento specializzandi in pediatria provenienti da più di venti università italiane.
Quattro giorni intensi di simulazioni immersive, scenari clinici complessi, tecnologie avanzate e attività di teamwork: un’esperienza che trasforma l’apprendimento in qualcosa di vivo, coinvolgente e profondamente radicato nella realtà della medicina d’urgenza contemporanea.
Il campus rappresenta oggi uno dei modelli più avanzati di formazione pediatrica in Italia. Non si tratta di lezioni frontali né di sessioni teoriche tradizionali: i partecipanti vengono immersi in scenari realistici di emergenza-urgenza dove devono esercitare il ragionamento clinico sotto pressione, gestire l’imprevisto, collaborare con il team e prendere decisioni rapide ed efficaci.
Accanto alle competenze tecniche, i Clinical Games coltivano le cosiddette soft skills: leadership, comunicazione, equilibrio emotivo, capacità di ascolto. Aspetti che nella pediatria d’emergenza fanno spesso la differenza tra un buon esito clinico e una gestione frammentata.
A supportare i giovani medici una faculty SIMEUP composta da oltre venti tutor ed esperti di simulazione clinica, medical education ed emergenza pediatrica provenienti da tutta Italia.
«Formare un pediatra oggi significa allenarlo non solo alla conoscenza, ma alla capacità di decidere, comunicare e guidare un team nei momenti più critici», dichiara Vincenzo Tipo, presidente SIMEUP. «I Clinical Games rappresentano una straordinaria opportunità per costruire la pediatria dell’emergenza del futuro, attraverso un apprendimento dinamico, coinvolgente e profondamente umano.»
Per Stefania Zampogna, past President SIMEUP e fondatrice dei Giochi, «i Clinical Games nascono dall’idea che si possa imparare davvero solo vivendo esperienze autentiche. In questi anni abbiamo costruito un campus capace di trasformare la formazione in un’esperienza intensa, memorabile e condivisa, dove i ragazzi imparano ad affrontare insieme l’incertezza e la complessità della medicina reale.»
Jacopo Pagani, direttore scientifico dell’evento e co-fondatore, sottolinea come l’obiettivo non sia semplicemente trasferire competenze tecniche: «Alleniamo la capacità di adattarsi, di collaborare, di assumere ruoli diversi e di prendere decisioni efficaci anche quando lo scenario è complesso e cambia improvvisamente. È questa la vera sfida della medicina d’urgenza contemporanea.»
Francesco De Luca, coordinatore nazionale SIMEUP del campus, aggiunge una dimensione ulteriore: «Esperienze formative come i Clinical Games aiutano i giovani medici non solo a diventare più preparati dal punto di vista clinico, ma anche più capaci di ascoltare, comprendere e lavorare insieme. In emergenza pediatrica la competenza tecnica da sola non basta: servono empatia, comunicazione, equilibrio emotivo e capacità di prendersi cura del bambino e della sua famiglia anche nei momenti di maggiore stress e fragilità.»
Anche nell’edizione 2026 la Calabria si conferma sede operativa di un progetto capace di unire innovazione didattica e costruzione di reti professionali su scala nazionale. Acconia di Curinga, piccola frazione del comune di Curinga in provincia di Catanzaro, ospita ancora una volta un evento che va ben oltre la dimensione formativa tradizionale: un luogo di incontro reale tra generazioni diverse di pediatri, tra saperi tecnici e competenze umane, tra la medicina che si studia e quella che si pratica.
I Clinical Games Campus 2026 si confermano così un appuntamento imprescindibile per le nuove generazioni della pediatria italiana, in piena coerenza con la traiettoria di un Servizio sanitario nazionale che guarda sempre più a un modello di cura integrato, vicino ai bisogni concreti dei bambini e delle loro famiglie.


