lunedì, Giugno 15, 2026
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Scuola pubblica in Campania, al via il tavolo permanente: FLC CGIL sul dimensionamento e il diritto allo studio

La Regione Campania ha avviato il Tavolo permanente per la scuola pubblica e per l’affermazione del diritto allo studio. Un primo incontro che ha messo al centro temi urgenti e irrisolti: dalla dispersione scolastica alla disabilità, dall’edilizia scolastica alle filiere formative, fino al protagonismo giovanile. Un confronto strutturato, costruito attorno a tavoli tematici, con l’obiettivo dichiarato di arrivare non solo alla co-progettazione ma alla co-definizione delle politiche pubbliche.

Un metodo nuovo per costruire politiche scolastiche condivise

L’assessore Morniroli ha introdotto i lavori con una relazione che ha toccato i nodi più sensibili del sistema scolastico campano. L’approccio scelto — fondato su tavoli tematici a supporto della plenaria — è stato accolto positivamente dalle organizzazioni sindacali presenti, tra cui la FLC CGIL, che ha espresso apprezzamento tanto per il metodo quanto per i contenuti affrontati.

Il dimensionamento scolastico: una ferita ancora aperta

La FLC CGIL ha scelto di portare al tavolo un tema che considera ancora irrisolto: gli effetti del dimensionamento scolastico previsto dalla legge di bilancio 2023. Una misura nazionale che non ha tenuto conto delle profonde differenze tra le regioni italiane, producendo in Campania conseguenze particolarmente pesanti.

Oggi molte scuole campane superano i mille alunni, anche nelle aree interne. Istituzioni più complesse, più difficili da governare, spesso prive di una regia pubblica efficace nei rapporti con gli enti locali e con il sistema socio-sanitario. Il sindacato ha chiesto che i tavoli tematici si concentrino anche sull’edilizia scolastica, considerata prioritaria: una scuola di qualità deve essere, prima di tutto, una scuola sicura.

Offerta formativa e filiere: serve una riflessione seria

Uno dei punti più forti sollevati dalla FLC CGIL riguarda l’offerta formativa degli istituti secondari di secondo grado. Da anni le scuole inseguono le iscrizioni moltiplicando gli indirizzi, spesso senza un reale legame con i territori di riferimento. Il sindacato ha chiesto di avviare una riflessione strutturata sulle filiere formative, con dati oggettivi alla mano.

In questo contesto, è stato espressamente richiesto di valutare l’impatto reale della riforma cosiddetta “4+2”, della riduzione del percorso scolastico superiore e dell’integrazione con gli ITS, andando oltre la comunicazione di facciata. La proposta dell’assessore di lavorare in sinergia con l’Assessorato al Lavoro — coinvolgendo anche gli IFTS — è stata accolta con favore.

Organici e ruolo politico della Regione

La FLC CGIL ha ribadito che la risposta strutturale alla povertà educativa e alla dispersione scolastica passa dall’incremento degli organici: docenti, personale ATA, DSGA e dirigenti scolastici. Pur riconoscendo che il tema degli organici non rientra nelle competenze dirette della Regione, il sindacato ha sottolineato il ruolo politico che la Campania può e deve svolgere in Conferenza Stato-Regioni e nei tavoli di confronto con il Governo, il Ministero dell’Istruzione e del Merito e il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Costruire una scuola all’altezza della complessità del presente significa aggiungere tempo, qualità e competenze, non sottrarli. È questa la direzione che la FLC CGIL intende sostenere, nell’interesse di tutte le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi della Campania.

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