domenica, Maggio 17, 2026
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Sanità in Campania, l’affondo di Guido Bourelly: “Basta immobilismo, servono riforme vere su emergenza e lavoro”

Una critica dura al sistema sanitario regionale, con richieste precise rivolte alle istituzioni e alla politica. È quella lanciata da Guido Bourelly, amministratore della Bourelly Health Service, intervenuto durante una trasmissione televisiva per affrontare alcune delle principali criticità che, a suo avviso, continuano a pesare sul sistema sanitario campano.

Nel corso dell’intervento, Bourelly ha sostenuto che, dopo l’uscita dal lungo periodo di commissariamento e dal piano di rientro sanitario, la Regione Campania debba avviare una nuova fase caratterizzata da interventi strutturali e da una programmazione più efficace.

Tra i punti più critici evidenziati dall’imprenditore figura il tema del cosiddetto “falso volontariato”, fenomeno che secondo Bourelly altererebbe il corretto funzionamento del settore dei servizi sanitari e sociosanitari.

Secondo l’imprenditore, alcune realtà nate nell’ambito del terzo settore opererebbero sul mercato con modalità assimilabili a quelle delle imprese, utilizzando però personale privo di adeguate tutele contrattuali e previdenziali. Una situazione che, secondo la sua analisi, genererebbe forme di concorrenza sleale e dumping contrattuale.

L’amministratore della Bourelly Health Service ha inoltre sostenuto che l’utilizzo del criterio del massimo ribasso negli appalti rischierebbe di penalizzare qualità, sicurezza e diritti dei lavoratori, chiedendo criteri di valutazione che tengano conto anche della solidità aziendale, dell’esperienza e della regolarità contributiva.

Altro punto centrale dell’intervento riguarda il sistema di emergenza territoriale. Bourelly ha evidenziato quella che definisce una frammentazione organizzativa del servizio di emergenza-urgenza, sostenendo la necessità di una gestione più integrata.

Tra le proposte avanzate vi è la creazione di una centrale unica regionale per il sistema 118, supportata da strumenti tecnologici in grado di monitorare in tempo reale flussi di emergenza, disponibilità di posti letto e gestione delle chiamate.

L’imprenditore ha inoltre indicato altre priorità: il rinnovo del parco ambulanze con mezzi tecnologicamente avanzati, l’introduzione di strumenti di telemedicina e una formazione continua e certificata per gli operatori del settore.

Secondo Bourelly, il sistema sanitario campano dovrebbe puntare a una maggiore integrazione tra pubblico e privato accreditato, rafforzando la medicina territoriale e riducendo fenomeni come liste d’attesa e migrazione sanitaria.

Nel suo intervento, l’imprenditore ha infine richiamato il tema dei diritti dei cittadini, sostenendo che chi contribuisce attraverso il pagamento delle imposte debba poter contare su servizi sanitari efficienti, sicuri e di qualità.

Le dichiarazioni rappresentano una posizione personale espressa nel corso di un intervento pubblico e si inseriscono nel più ampio dibattito sul futuro dell’organizzazione sanitaria in Campania.

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