mercoledì, Giugno 24, 2026
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Rafforzata la protezione dell’artigianato italiano contro l’abuso terminologico

Artigianato, stretta sulle false denominazioni: arriva la legge che tutela il Made in Italy

Pettorino (CNA Orafi): “Prima proteggere, poi promuovere la filiera”

Una svolta definita storica per il mondo dell’artigianato italiano. Con la nuova legge n. 34 del 2026, il legislatore introduce una stretta significativa sull’utilizzo delle denominazioni legate all’artigianalità, ponendo un freno deciso a pratiche ingannevoli che per anni hanno inciso sulla credibilità del settore.

Il provvedimento mira a proteggere uno dei pilastri del Made in Italy, introducendo un vero e proprio “scudo” contro l’uso improprio dei termini “artigiano”, “artigianato” e “artigianale”. In particolare, gli articoli 15 e 16 prevedono sanzioni severe – a partire da 25mila euro – per chi utilizza queste definizioni in modo scorretto o fuorviante.

La nuova normativa segna di fatto la fine di una lunga fase caratterizzata da ambiguità terminologiche. Un passaggio cruciale per un comparto che conta circa 1 milione e 250mila imprese e oltre 2 milioni e mezzo di addetti, senza considerare l’indotto.

Sul fronte dell’abusivismo, i numeri restano significativi: oltre 850mila realtà fuori regola che, secondo le previsioni, saranno chiamate a regolarizzarsi attraverso l’iscrizione obbligatoria a specifici albi di settore.

Soddisfazione è stata espressa dalla CNA, da sempre in prima linea nella tutela dell’artigianato d’eccellenza italiano.

Il presidente Dario Costantini ha sottolineato l’importanza di accompagnare la riforma con controlli efficaci: “Ora è essenziale assicurare verifiche capillari da parte delle autorità competenti, a garanzia degli artigiani e soprattutto dei consumatori”.

Particolarmente rilevante il commento di Romualdo Pettorino, che rappresenta uno dei comparti simbolo del Made in Italy.

“Finalmente il legislatore ha posto fine alla concorrenza sleale, determinando la vittoria dell’autenticità e dell’eccellenza vera”, ha dichiarato Pettorino, evidenziando come la nuova normativa rappresenti una tutela concreta per chi opera realmente nel settore.

“Anche noi orafi ci sentiamo protetti da questo scudo legale – ha aggiunto – che valorizza il nostro lavoro, la manualità e la creatività dei veri artigiani”.

Il presidente Pettorino ha inoltre ricordato il contributo della CNA nell’iter che ha portato alla definizione della legge, ribadendo un principio chiave: “L’artigianato non è uno slogan, è un mestiere che va prima protetto e poi promosso”.

Guardando al futuro, emerge anche la necessità di rafforzare la competitività del settore, favorendo forme di aggregazione tra imprese artigiane, come i contratti di rete, per migliorare l’accesso a commesse e finanziamenti.

Una riforma che punta dunque non solo a contrastare le irregolarità, ma anche a rilanciare l’intero comparto, rafforzando l’identità e il valore dell’autentico artigianato italiano.

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