Napoli, 30 ottobre 2026 – Una marea umana ha invaso le strade di Napoli per lo sciopero generale indetto dall’Unione Sindacale di Base (USB). Lavoratori, studenti e comitati cittadini hanno dato vita a un corteo imponente che, secondo gli organizzatori, ha raggiunto le 50.000 presenze, sfidando la precettazione ministeriale sui trasporti e portando disagi significativi alla viabilità cittadina .
La protesta e le ragioni del dissenso
La mobilitazione, partita da piazza Mancini intorno alle 9:30, è stata caratterizzata da un clima teso ma vivace. Lo slogan scelto, “Blocchiamo tutto!”, ha guidato la colonna verso il centro cittadino. Le rivendicazioni principali hanno riguardato il contrasto al carovita, la richiesta di salari più dignitosi e la ferma opposizione alle politiche di riarmo e alla guerra .
Durante il percorso, il corteo ha visto una massiccia partecipazione giovanile, con studenti provenienti dai licei e dalle università occupate nei giorni precedenti. I giovani hanno portato in piazza istanze specifiche legate al caro affitti e al diritto allo studio, criticando duramente i tagli alla spesa sociale e i piani governativi per l’edilizia studentesca, ritenuti insufficienti a coprire la domanda reale .
Blocchi, deviazioni e momenti di tensione
La manifestazione ha avuto immediate ripercussioni sulla circolazione. I manifestanti hanno tentato di dirigersi verso gli snodi strategici della città, portando alla chiusura del varco Pisacane del porto di Napoli e al blocco di via Marina, paralizzando completamente il traffico veicolare in un’arteria cruciale per l’accesso al centro .
Momenti di particolare tensione si sono registrati davanti alla Stazione Centrale di Piazza Garibaldi. Un cordone di forze dell’ordine in tenuta antisommossa ha impedito l’ingresso massivo ai binari, sebbene una piccola delegazione autorizzata dell’USB sia riuscita a entrare brevemente per una simbolica vicinanza ai luoghi di lavoro, senza tuttavia creare disagi alla circolazione ferroviaria .

Non sono mancati gesti dimostrativi eclatanti, come il rogo di un carro armato di cartapesta e di uno striscione raffigurante esponenti del governo, azioni che hanno acceso il dibattito politico sulla natura della protesta .
Trasporti e servizi: la precettazione e i disagi
Nonostante la giornata di passione per la viabilità stradale, il sistema di trasporto pubblico su ferro ha retto grazie alla precettazione disposta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Trenitalia, ANM ed EAV hanno comunicato il differimento dello sciopero per il settore, garantendo la regolarità di treni, autobus e metropolitane (fatta eccezione per la chiusura temporanea della fermata Garibaldi della Linea 1 per motivi di ordine pubblico) .
La giornata napoletana si inserisce in un quadro nazionale di mobilitazione che ha visto l’USB protagonista in oltre 50 città, segnando una frattura significativa tra i sindacati di base e le politiche governative in materia di lavoro e spesa pubblica .

