Buongiorno a tutti i nostri follower. Oggi abbiamo il piacere di incontrare l’avvocatessa e attrice Silvia Donadono per parlare della compagnia teatrale napoletana degli Avvocatori, formata da avvocati del Foro Partenopeo, che torna in scena con una nuova opera, una commedia di Umberto Truglio: “Se ci sei mandaci un segnale”. Il tuo personaggio, Allegra Mamosche, è descritto come un personaggio irriverente: come l’hai interpretata? È una donna consapevolmente folle o una vittima delle sue stesse incertezze e stranezze?
È un personaggio particolare, sicuramente è stato ben caratterizzato, però non vorrei svelare tanto per non togliere la sorpresa a chi vedrà lo spettacolo. Sì, più che strana ha un atteggiamento che vuole anche suscitare qualche dubbio sulla sua vera identità. Non è una paziente del dottore, però ha necessità di parlare con lui.
Come hai cercato di renderla comica senza cadere nel macchiettistico?
Questo lascio che sia poi chi mi vedrà a dirlo, se sono stata una macchietta o se semplicemente ho caratterizzato il personaggio. Sono stata seguita e diretta da Umberto Truglio, che oltre a essere un collega è un ragazzo che ha mostrato di avere grandi capacità nel creare situazioni che sono comiche ma fanno anche riflettere. Si è rivelato una penna veramente fine, perché vedrete che la commedia ha una trama che segue fino alla fine e lo spettatore sarà sorpreso, perché ci sarà un finale che rivela anche una morale davvero bella.
Cosa lo ha spinto l’autore Umberto Truglio, secondo te, ad ambientare questa storia negli anni ’80? Cosa rappresenta per voi quell’epoca?
Ha immaginato quel periodo, quell’epoca, perché l’equivoco che si crea e anche tutta la situazione che verrà rappresentata si muovono bene nel contesto degli anni ’80. Anche i costumi saranno degli anni ’80 e renderemo quell’atmosfera. Lui ha questa capacità di tornare un po’ indietro nel passato, l’ha fatto anche per altre commedie, quindi dipende dal soggetto che va a creare, a ideare, e quello poi lo contestualizza in una determinata epoca. Per la trama della commedia si presta bene quel periodo storico.
Da dove nasce l’ispirazione per il personaggio del dottor Enrico Cardellino? C’è qualcosa di autobiografico?
No, no.
E tra i pazienti, è stato ispirato da qualche personaggio reale che ha conosciuto?
Sono tutti molto realistici, perché rivelano difetti o fissazioni particolari che appartengono a tutti noi. Quindi anche quello sarà sicuramente motivo di risate. Si tratta di uno studio medico, le occasioni in cui il paziente si confida con il dottore, soprattutto quando si tratta di un medico , in questo caso non è uno specialista, ma un medico di medicina generale che raccoglie tutti questi pazienti che vanno da lui, ognuno per un motivo particolare e quindi lui darà qualche indicazione per approfondire una particolare propensione di questi pazienti.
Per quanto riguarda il titolo, “Se ci sei mandaci un segnale”, è molto evocativo. Come è nato, come l’avete pensato?
No, l’ha pensato soltanto il regista. Lui è l’autore, lo scrittore, lo sceneggiatore, il regista, quindi è lui che ha preso spunto dalla commedia. Non voglio dire altro.
Come attrice, qual è stata la scena più divertente che hai recitato? L’hai condivisa con il dottore o con qualche altro personaggio? Qual è quella che ricordi più divertente?
Sicuramente con il dottore, anche perché il dottore è un attore bravissimo, anche professionista: si è laureato all’Accademia d’Arte Drammatica di Fondi, quindi lo fa anche da un punto di vista professionale. Sicuramente mi ha stimolato molto e interagisco bene con lui. Però la mia presenza è soprattutto nel secondo atto, dove vado a interagire anche con gli altri attori perché si crea tutta una situazione particolare, e ho avuto modo di interfacciarmi anche con gli altri colleghi, tutti bravi e simpatici.
Secondo me, da quello che ho letto, il dottor Cardellino vive un progressivo smarrimento. È forse una metafora sulla fragilità del mondo contemporaneo?
Sì, potremmo anche pensare a questo, perché comunque c’è una sua situazione personale. La domanda è pertinente: c’è una sua situazione personale che poi evolverà nel corso della commedia e quindi sicuramente c’è una fragilità sulla quale si può sorridere, sulla quale si può riflettere e divertirsi. Questa è la cifra di questa commedia e, posso dire, anche di tutte le commedie di Umberto Truglio.
Quindi cosa pensi che lascerà il pubblico una volta finito lo spettacolo?
Un’emozione, un sorriso e un’emozione.
Invitiamo tutti i nostri follower a recarsi al Teatro Bolivar l’8 e il 9 maggio. In calce all’articolo vi indicheremo dove comprare i biglietti. Ringraziamo tantissimo la dottoressa e avvocatessa Silvia Donadono per la disponibilità e diamo appuntamento alla prossima ai nostri follower. Grazie.
Ringrazio voi.
La compagnia teatrale napoletana degli“Avvocattori”, formata da avvocati del Foro partenopeo, torna sul palco con la nuova e brillante commedia diUmberto Truglio,
Se ci sei mandaci un segnale. Per qualche ora i professionisti lasciano le aule di tribunale per regalare al pubblico uno spettacolo vivace, ricco di equivoci e situazioni comiche. La storia, moderna ma fedele alla tradizione del teatro napoletano, segue le vicende di un medico diviso tra pazienti esigenti e complicazioni familiari. Guidata dalla regia dello stesso Truglio e affiancata da interpreti come Massimo Manna, Angela Borrelli, Attilio Marino, Fabio Ciappa, Giovanni Forte, Silvia Donadono, Francesca Marrone e Ivan Sportiello, la compagnia conferma talento e professionalità, offrendo agli spettatori ore di autentico divertimento.
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