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Napoli, svolta a Piazza Garibaldi: sicurezza e inclusione con ‘Bella Piazza

Piazza Garibaldi, “Bella Piazza” modello di rigenerazione inclusiva per Napoli

A Napoli si consolida un’esperienza che guarda oltre la semplice riqualificazione urbana. In Piazza Garibaldi prende forma un modello basato su presenza quotidiana, relazioni e cura condivisa degli spazi pubblici, destinato a diventare un riferimento anche per altri quartieri della città.

Il tema è stato al centro del seminario “Fare città nei luoghi terzi”, ospitato a Palazzo Gravina, sede del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. L’incontro ha messo in evidenza l’esperienza di “Bella Piazza”, un progetto di co-gestione pubblico-privato sostenuto da Fondazione Con il Sud insieme a una rete di enti e realtà del territorio.

“Bella Piazza” non è solo un intervento estetico o infrastrutturale, ma un percorso costruito nel tempo con il coinvolgimento diretto di cittadini, associazioni e istituzioni. Attività culturali, eventi gratuiti e servizi hanno trasformato la piazza in uno spazio più vissuto e accessibile.

Secondo Andrea Morniroli, assessore regionale alle Politiche sociali, il valore del progetto sta proprio nella co-progettazione: un modello in cui pubblico e privato collaborano per creare senso di appartenenza e inclusione. Un’esperienza che, ha sottolineato, può diventare un riferimento anche per le politiche regionali future.

Per Maria Federica Palestino, docente di Urbanistica, Piazza Garibaldi rappresenta una delle aree più complesse della città: un luogo di passaggio, incontro e talvolta conflitto tra esigenze diverse. Proprio per questo, ha evidenziato, è fondamentale adottare modelli inclusivi capaci di tenere insieme le diverse realtà che la abitano.

Una visione condivisa anche da Laura Lieto, vicesindaca di Napoli, che ha definito “Bella Piazza” un’esperienza innovativa, capace di accompagnare la trasformazione fisica con un processo di riconoscimento collettivo e cura dello spazio.

A raccontare gli effetti concreti è stato Fabio Landolfo, dell’associazione Aste&Nodi: il lavoro quotidiano ha reso la piazza più sicura, accogliente e frequentata. Non solo manutenzione degli spazi, ma anche attenzione alle relazioni sociali e ai bisogni delle persone.

Per Elena de Filippo, della cooperativa Dedalus, il progetto è già una realtà tangibile: decine di eventi realizzati e un coinvolgimento crescente della cittadinanza. Tra gli obiettivi futuri, la riapertura dei chioschi nell’area nord della piazza.

L’esperienza di Piazza Garibaldi si propone ora come modello replicabile. Stefano Consiglio, presidente della Fondazione Con il Sud, ha sottolineato la necessità di garantire la sostenibilità del progetto nel lungo periodo.

Sulla stessa linea Ambrogio Prezioso, che ha definito “Bella Piazza” un esempio di mecenatismo innovativo, capace di creare alleanze tra istituzioni, privati e terzo settore.

L’obiettivo, condiviso dai partecipanti, è chiaro: trasformare esperienze come questa in linee guida per la rigenerazione urbana, con uno sguardo già rivolto ad altre aree strategiche come Napoli Est.

In una città complessa e stratificata come Napoli, il futuro degli spazi pubblici passa sempre più dalla capacità di costruire comunità, oltre che infrastrutture.

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