mercoledì, Ottobre 14, 2026
spot_img
HomePoliticaL’Europa ricca ma debole: il declino ventennale e la sfida di una...

L’Europa ricca ma debole: il declino ventennale e la sfida di una politica comune

La biografia del professor Prodi sfugge a qualsiasi etichetta riduttiva. È un economista — laureato alla Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 1959, perfezionatosi alla London School of Economics, docente all'Università di Bologna e visiting professor ad Harvard — con solide radici nella ricerca. È un manager — alla guida dell'IRI, dove ha vissuto dall'interno la politica industriale italiana. Ed è un politico — due volte Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana e, dal 1999 al 2004, Presidente della Commissione Europea, mandato durante il quale ha visto l'entrata in circolazione dell'euro e il più ampio allargamento nella storia dell'Unione.

Dalla mancata occasione dell’euro alla necessità di obiettivi condivisi per non restare isolati nel nuovo ordine mondiale.

Dopo la profonda riflessione offertaci dal professor Paul Krugman sul panorama economico globale, è intervenuto il professor Romano Prodi. Il suo intervento si è tenuto il 12 ottobre presso l’Aula Magna Storica dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, in occasione del convegno “Riflessione sulle condizioni per un futuro sostenibile”.

Punti principali

La perdita di potere dell’Europa – Negli ultimi vent’anni l’Europa ha progressivamente perso influenza sulla scena mondiale, soprattutto a causa della mancanza di unità e di una politica estera comune.

L’occasione mancata dell’euro – Il professore, all’epoca presidente della commissione europea , ricorda un incontro con il presidente cinese nel periodo della preparazione dell’euro. Il presidente cinese vedeva nell’euro la possibilità di un mondo “pluralistico”, in cui l’Europa potesse essere un potere equilibratore accanto al dollaro. La Cina era persino disposta ad acquistare euro e dollari in parti uguali (50/50).

La crisi finanziaria e la mancanza di unità – Questa opportunità è stata persa a causa della crisi finanziaria e della mancanza di unità europea. Senza coesione politica, l’Europa è diventata “ricca ma debole”.

Il confronto con Stati Uniti e Cina – In termini di PIL, l’Europa è circa il 10% al di sotto degli Stati Uniti; tuttavia, se si considerano anche i paesi legati all’economia europea, il divario si riduce. Senza una politica comune, però, l’Europa non riesce a competere efficacemente.

immagine del professore premio nobel economia 2008 Paul Krugman

La necessità di obiettivi comuni – L’oratore sottolinea che servono progetti di ricerca comuni, obiettivi condivisi sulle grandi questioni e una forte spinta politica. Senza obiettivi chiari, prevalgono la paura e la tendenza a chiudersi in sé stessi, erigendo muri.

Il ruolo dei valori europei – L’Europa dovrebbe guidare mantenendo il proprio ruolo sui diritti umani e traducendo questi valori in azioni concrete, come nel caso dell’Ucraina.

IN conclusione occorre qualcosa di grande nel futuro dell’Europa per unire cuore e mente. Altrimenti, si rischia di restare isolati e impotenti di fronte ai grandi cambiamenti globali.

-BREVE VIDEO INTERVENTO PREMIO NOBEL ECOMINIA PAUL KRUGMAN

ALTRI ARTICOLI

ULTIMI ARTICOLI