mercoledì, Febbraio 11, 2026
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I 2500 anni di Napoli

La città partenopea ha celebrato l’anniversario della sua fondazione

Lo scorso mese di maggio, l’Istituto Italiano di Cultura di Oslo, in Norvegia, ha ospitato un convegno sulle origini di Napoli, a partire da spunti di archeologia, storia e numismatica, esplorando «la storia di una delle città più affascinanti e ricche di tradizione, le cui radici affondano nel I millennio a.C.».

Questo è solo un esempio dell’interesse che Napoli suscita in tutto il mondo. La storia della città è iniziata 2500 anni fa e il Comune di Napoli ha celebrando l’evento con “Napoli Millenaria”, un format che racchiude oltre 2500 tra eventi, artisti, luoghi, gemellaggi, partnership istituzionali e collaborazioni internazionali, rassegne di musica e teatro che valorizzano la tradizione e le nuove espressioni artistiche, oltre a esposizioni inedite che portano alla luce tesori nascosti di Napoli.

Toccante è la versione inedita di “Napule è”, di Pino Daniele, come sigla per le celebrazioni, integrando la sua voce e chitarra originali con nuove sonorità che uniscono storia e modernità, con un video che mostra luoghi storici e inaccessibili della città ripresi dall’alto. Ciò a ricordarci che Napoli è tante cose contemporaneamente: tradizione e sperimentazione, innovazione e accoglienza, sempre più contemporanea e attuale.

Se ci interroghiamo sulla identità di Napoli e ci chiede il perché della sua costante capacità di attrarre sguardi esterni, della sua permanente vitalità nel contesto europeo, mediterraneo e oggi anche globale, la risposta va sempre cercata nel suo passato, come hanno provato a fare nel libro “Napoli, 2500 anni di storia”, curato da Luigi Gallo e Luigi Mascigli Migliorini, edito da Guida. È «una città epica, che ti consente di viaggiare senza spostarsi», come l’ha definita il regista Paolo Sorrentino, che così l’ha raccontata anche nel suo ultimo film intitolato “Parthenope”, la storia di una donna e del tempo che fugge sullo sfondo della grande bellezza di Napoli.

Il logo di #NA2500, vincitore del concorso di idee, è stato realizzato da Rita Zunno, in arte “Kinky”, dove il numero 2500 è diventato esso stesso logo, attraverso 4 simboli: quello che forma il due vuole rappresentare la parte letteraria della città e il suo patrimonio culturale, tra passato, presente e futuro; il cinque è il mare combinato con la Sirena di Partenope; il primo zero è un uovo di Virgilio, che rappresenta nuova vita e metamorfosi, altro simbolo di Napoli che ha dato il nome a Castel dell’Ovo; l’altro zero che è, rappresenta un elemento architettonico della città, l’arco presente in molti palazzi di Napoli, che è anche simbolo di apertura, una finestra sul nuovo. I colori scelti per il logo ufficiale si ispirano a quelli dell’attuale scudo sannitico del Municipio di Napoli, con l’oro (giallo Napoli) e il rosso leggermente ricalibrati; la sua genesi trae ispirazione da manifesti, insegne e dipinti su vetro risalenti alla prima metà del XX secolo.

Se analizziamo i dati di coloro che hanno partecipato al bando, notiamo quanto l’appeal di Napoli sia diffuso nel mondo e tra le generazioni. Dal Messico all’Iran, dall’Italia al resto d’Europa, sono arrivate 261 candidature (altre non so non state accettate per mancanza dei requisiti formali richiesti dal bando). Tra queste, 163 da uomini (il 62,5%) e 98 da donne (37,5%). Ancora, 70 candidature sono pervenute da persone under 30 (26,8%), 117 da candidati di età compresa tra 31 e 50 anni (44,8%) e 74 da over 50 (28,4%). Dall’Europa e dal di fuori (per nascita o residenza) sono pervenuti il 12.0% dei partecipanti, da nati e residenti in Campania il 48% dei candidati, mentre dal resto d’Italia il 40%.

Auguri Napoli, ai prossimi cento e mille anni!

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