Ci sono dolori che non si possono spiegare. Dolori che cambiano il modo di guardare il tempo, la vita, perfino il silenzio. E ci sono genitori che, dopo la perdita di un figlio, imparano ogni giorno a camminare sospesi, in equilibrio fragile tra assenza e memoria, tra il vuoto e la necessità di continuare a vivere. È a loro che è dedicato “Funamboli: Genitori che camminano sul filo dell’oltre”, l’incontro che si terrà venerdì 15 maggio alle ore 20:30 presso il Cimitero di Fuorigrotta, a Napoli.
Per una sera, uno dei luoghi più simbolici della memoria collettiva si trasformerà in uno spazio di ascolto, raccoglimento e condivisione profonda. In occasione dell’evento, il cimitero resterà aperto in via straordinaria dalle 20:00 alle 23:00, accogliendo chiunque senta il bisogno di fermarsi, riflettere e attraversare insieme il mistero del dolore e dell’amore che non finisce.
Il titolo dell’incontro, “Funamboli”, racconta già tutto: il senso precario ma coraggioso di chi continua a camminare nonostante la ferita. Un’immagine potente, che richiama quei passi lenti e difficili compiuti ogni giorno da chi vive il lutto più innaturale e devastante, quello di un figlio. Un equilibrio sottile tra disperazione e speranza, tra ciò che non c’è più e ciò che continua ad esistere nel legame invisibile dell’amore.
A guidare questo intenso momento di riflessione sarà Francesco Fiorillo della Fraternità Monastero San Magno di Fondi, chiamato ad accompagnare i presenti in un percorso umano e spirituale capace di interrogare il cuore senza offrire facili risposte. Il suo intervento proverà ad attraversare quel “filo dell’oltre” dove il dolore incontra la ricerca di senso e dove la memoria può diventare ancora relazione, presenza, luce.
A rendere ancora più suggestiva l’atmosfera contribuiranno le note della chitarra di Sandro Sposito e la voce di Antonietta Caporiccio, in un intreccio di parole e musica pensato per accarezzare le ferite più profonde e dare spazio alle emozioni.
Ma “Funamboli” non è soltanto un incontro dedicato a chi vive direttamente il lutto. È anche un invito rivolto alla città, a chi desidera imparare ad ascoltare il dolore degli altri senza distogliere lo sguardo, a chi sente il bisogno di ritrovare un momento autentico di umanità in un tempo spesso distratto e rumoroso.
Nel silenzio del Cimitero di Fuorigrotta, venerdì sera prenderà forma una comunità fragile ma vera, unita dalla consapevolezza che alcuni amori non conoscono fine e che perfino nei luoghi della perdita può nascere una possibilità di condivisione e speranza.


