giovedì, Marzo 5, 2026
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Domenico, il giorno dei funerali: l’abbraccio alla mamma e una comunità stretta nel dolore

A Nola è il giorno del silenzio e dell’abbraccio collettivo. La città si è fermata per dare l’ultimo saluto al piccolo Domenico Caliendo, il bambino morto dopo un trapianto di cuore. Le strade intorno alla chiesa sono gremite sin dalle prime ore del mattino: famiglie, ragazzi, anziani. Un’intera comunità si è stretta attorno ai genitori in un lutto che ha superato i confini cittadini, toccando profondamente anche Taurano, altro comune che ha proclamato il lutto cittadino.

La camera ardente è stata aperta tra la commozione generale. La piccola bara bianca è stata accolta da una piazza piena, in un silenzio rotto soltanto dalle preghiere e dai singhiozzi. La mamma, Patrizia, è andata personalmente a prendere il suo bambino. Un gesto che racconta più di mille parole il legame indissolubile tra una madre e suo figlio. All’ingresso in chiesa, tante persone hanno voluto lasciare un fiore, una carezza, un pensiero sussurrato.

Sulla bara una lettera scritta da un altro bambino: «Ciao Domenico, sono Andrea. Io non ti conosco ma so che ora sei un Angelo. Ti volevo chiedere di salutare i miei nonni, ti voglio bene». Parole semplici, che hanno commosso profondamente i presenti e che sono diventate il simbolo di un dolore condiviso, innocente, difficile da comprendere.

In tanti indossano una t-shirt bianca realizzata per l’occasione. Sul petto l’immagine di Domenico che stringe un orsacchiotto di peluche, una fotografia diventata in questi giorni il volto della sua storia. Sotto, la scritta: «Il nostro guerriero». Sulle spalle, in azzurro, il numero 10. Un numero che in Campania richiama immediatamente il talento e il cuore, quello dei fuoriclasse, e che a Napoli evoca il ricordo di Diego Armando Maradona, simbolo di passione e appartenenza. Un omaggio che unisce fede calcistica e affetto, trasformando una maglietta in un segno identitario.

In mattinata è arrivata anche Anna Iervolino, direttrice generale dell’Azienda dei Colli, accompagnata dal direttore sanitario dell’ospedale Monaldi, Angela Annechiarico. L’abbraccio tra la direttrice e la mamma di Domenico è stato lungo, intenso. «Sei una grande mamma, siamo tutti con te», le ha detto. Parole pronunciate davanti alla bara bianca, in un momento di profonda umanità che ha segnato la giornata.

Attesa nel primo pomeriggio anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nonostante gli impegni istituzionali legati anche alla crisi in Medio Oriente. La sua presenza a Nola è prevista come segno di vicinanza dello Stato alla famiglia e alla comunità colpita.

Nelle ore precedenti ai funerali si sono svolti l’incidente probatorio e l’autopsia sulla salma del piccolo. Dai primi esiti è emerso che l’organo trapiantato non presentava lesioni. Un passaggio importante in una vicenda che resta dolorosa e complessa, e sulla quale le responsabilità saranno accertate nelle sedi opportune. Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha incontrato i genitori del bambino ribadendo che questo è «il momento del rispetto», sottolineando che ogni valutazione sarà fatta con rigore e trasparenza.

A salutare Domenico anche il cardinale Mimmo Battaglia, che nei giorni scorsi ha ricordato un dettaglio struggente: «Ogni volta che accarezzavo la manina di Domenico, anche nel silenzio del coma, versava una lacrima». Un’immagine che accompagna oggi l’ultimo saluto, insieme alla consapevolezza di una sofferenza vissuta fino all’ultimo respiro.

La chiesa continua a riempirsi. Persone entrano in silenzio, sostano qualche minuto, tracciano un segno di croce, lasciano un fiore. Fuori, la piazza resta gremita. Non è solo un funerale: è il dolore di un’intera comunità che si stringe attorno a una famiglia spezzata, nel tentativo di trasformare una tragedia in memoria, affetto, promessa di verità.

Oggi Nola si ferma per Domenico, il suo “guerriero” con il numero 10 sulle spalle. Un bambino diventato simbolo di amore, fragilità e unità.

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