Nola (NA) – Saranno celebrati nella Cattedrale di Nola i funerali del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di due anni e mezzo deceduto l’altro ieri dopo un trapianto di cuore fallito. Un dolore che ha scosso profondamente l’intera comunità nolana e non solo.
Il trapianto era stato eseguito il 23 dicembre all’Ospedale Monaldi, dopo il prelievo dell’organo avvenuto a Bolzano. Le condizioni del piccolo erano apparse subito critiche e, nonostante i tentativi dei medici, il cuore trapiantato non ha retto.
Intanto la Procura di Napoli accelera sul fronte delle indagini. I carabinieri del Nas sono tornati presso l’ospedale per acquisire nuova documentazione, sotto il coordinamento dei magistrati della VI sezione “Lavoro e colpe professionali”. L’attività di recupero degli atti proseguirà anche oggi, in vista dell’esame autoptico che sarà effettuato nei prossimi giorni e che dovrà chiarire le cause esatte del decesso.
Sebbene la data delle esequie non sia stata ancora ufficializzata, la Curia arcivescovile ha reso noto che l’ultimo saluto al piccolo Domenico si terrà nella Cattedrale di Nola, situata di fronte al Municipio.
Una scelta dettata sia dalla necessità di accogliere la grande partecipazione prevista, sia dal valore simbolico di un lutto che ha colpito l’intera cittadinanza, ben oltre i confini della parrocchia Santa Maria della Stella, alla quale appartiene la famiglia.
In via Circumvallazione, dove i genitori risiedono da tempo, il clima è cupo. La madre, Patrizia, è chiusa nel silenzio del dolore, protetta dall’affetto dei familiari e dal rispetto dei vicini, che descrivono entrambi i genitori come persone riservate e garbate.
Il sindaco di Nola, Andrea Ruggiero, farà visita alla mamma del piccolo nelle prossime ore per esprimere la vicinanza dell’intera amministrazione comunale.
Dal dolore è nata anche un’idea carica di speranza. Patrizia ha espresso il desiderio di dar vita a una fondazione intitolata al figlio, affinché il nome di Domenico possa diventare simbolo di aiuto e solidarietà per altri bambini.
L’amministrazione comunale si è già attivata per valutare le modalità tecniche e burocratiche necessarie a sostenere il progetto. Un’iniziativa che potrebbe trasformare una tragedia in un gesto concreto di amore verso chi affronta percorsi sanitari complessi.
All’esterno dell’Ospedale Monaldi continuano ad accumularsi fiori, biglietti e peluche. Tra i messaggi spicca quello di Alessandro e Daniela, genitori di Sara, una ragazza di 16 anni morta di leucemia nel gennaio 2025 dopo un lungo percorso di cure tra Napoli e Roma, raccontato nel libro “Fragile come voi, forte come l’amore”.
Alessandro ha voluto rendere omaggio al piccolo Domenico parlando di dignità umana e dei limiti della medicina:
“Bisogna tutelare la dignità, andare oltre l’accanimento terapeutico spesso non dà benefici”.
Per lui oggi Domenico è “nelle braccia di Sara”, uniti in un destino che spinge chi resta a fondare associazioni come “Le creazioni di Sara” per non dimenticare e per continuare a sostenere altri bambini e famiglie.
Sul piano giudiziario, l’inchiesta della Procura di Napoli entra in una fase cruciale. Risultano sei operatori sanitari indagati, con sequestro dei telefoni cellulari. Gli accertamenti puntano a ricostruire con precisione l’intera sequenza delle procedure cliniche.
Al centro delle verifiche vi sarebbe anche un’anomalia segnalata dal legale della famiglia, l’avvocato Francesco Petruzzi. Dalla cartella clinica mancherebbe il diario di perfusione, documento tecnico che registra i parametri della circolazione extracorporea e il minutaggio esatto delle fasi del trapianto.
Secondo il legale, l’assenza di questo tracciato renderebbe difficile stabilire con esattezza il momento in cui al bambino è stato espiantato il cuore originario per sostituirlo con quello poi rivelatosi danneggiato. L’avvocato tornerà in Procura per chiedere l’acquisizione formale del documento, ritenuto fondamentale per fare piena luce su una vicenda che presenta ancora diversi punti da chiarire.
Sulla tragedia è intervenuto anche Enzo Maraio, segretario nazionale di Avanti Psi e assessore della Giunta regionale della Campania, che ha invitato all’equilibrio tra la ricerca della verità e la tutela delle eccellenze sanitarie del territorio.
“È stata una tragedia che ha colpito profondamente tutti noi – ha dichiarato –. Il rispetto per il dolore della famiglia impone trasparenza assoluta, ma dobbiamo lasciare che siano le autorità competenti a fare piena luce, senza processi sommari”.
Maraio ha inoltre respinto con forza ogni tentativo di screditare il sistema sanitario regionale, sottolineando come il Monaldi sia un presidio di alta specializzazione riconosciuto a livello nazionale, animato da professionisti che ogni giorno salvano vite.
Nola si prepara ora a dare l’ultimo saluto a Domenico in un clima di raccoglimento e rispetto. Il suono delle campane della Cattedrale accompagnerà una comunità ferita, unita attorno a una famiglia devastata dal dolore.
Mentre la magistratura prosegue il suo lavoro per accertare eventuali responsabilità, resta il vuoto lasciato da un bambino di appena due anni e mezzo, diventato suo malgrado simbolo di una tragedia che chiede verità, giustizia e memoria.


