sabato, Giugno 27, 2026
spot_img
HomeBlogCampi Flegrei, una finestra nel cuore del vulcano: scoperta la sorgente profonda...

Campi Flegrei, una finestra nel cuore del vulcano: scoperta la sorgente profonda dei magmi

I Campi Flegrei continuano a raccontare la loro storia, una storia che si scrive nel sottosuolo e che la scienza prova ogni giorno a decifrare. All’indomani della scossa di magnitudo 4.4 che ha riportato apprensione tra i residenti dell’area flegrea, arriva una ricerca internazionale che consente di guardare più in profondità di quanto fosse mai stato possibile finora.

Grazie all’analisi di oltre cinquemila telesismi, le onde sismiche generate da terremoti avvenuti a grande distanza e registrate tra il 2016 e il 2022 dalla rete dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, gli studiosi hanno ricostruito una sorta di “ecografia” dell’interno della caldera flegrea.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Scientific Reports del gruppo Nature, ha permesso di spingere l’osservazione fino a circa 50 chilometri di profondità, individuando un elemento particolarmente significativo: uno strato situato oltre i 16-20 chilometri caratterizzato da velocità molto basse delle onde sismiche. Un dato che suggerisce la presenza di una consistente quantità di materiale fuso, fino al 30 per cento delle rocce presenti in quell’area.

Si tratta di una scoperta importante perché aiuta a comprendere meglio il sistema di alimentazione del vulcano e il percorso seguito dai magmi nelle profondità della Terra. Una conoscenza che rafforza gli strumenti di monitoraggio e di interpretazione dei fenomeni che interessano i Campi Flegrei.

Gli stessi ricercatori, tuttavia, invitano alla prudenza. La presenza di questa sorgente profonda non significa che sia in corso una risalita di magma verso la superficie. Proprio nelle ultime ore, infatti, dall’Osservatorio Vesuviano è stato ribadito che non esistono evidenze di processi eruttivi imminenti o di movimenti dei fluidi compatibili con uno scenario di questo tipo.

Per i cittadini di Pozzuoli, Bacoli, Quarto e Bagnoli, la ricerca rappresenta soprattutto un tassello in più nella conoscenza di uno dei sistemi vulcanici più studiati al mondo. Un territorio straordinario, sospeso da millenni tra il fuoco e il mare, che continua a custodire nelle sue profondità i segreti della propria origine.

La sfida resta quella di sempre: conoscere per comprendere, comprendere per convivere con un fenomeno naturale che fa parte della storia e dell’identità stessa dei Campi Flegrei.

ALTRI ARTICOLI

ULTIMI ARTICOLI