venerdì, Aprile 24, 2026
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Allarme dell’Ordine degli Architetti di Napoli per pratiche edilizie irregolari.

Crescono le segnalazioni dei Comuni contro professionisti accusati di dichiarazioni non veritiere. L’Ordine risponde con un piano di prevenzione e un manifesto sull’etica professionale.

Qualcosa si è incrinato nel rapporto tra tecnici e pubblica amministrazione. A dirlo non sono voci isolate, ma i numeri: le segnalazioni provenienti dai Comuni nei confronti di architetti e professionisti del settore edilizio sono in aumento, e riguardano dichiarazioni non veritiere o rappresentazioni tecniche non corrette nei procedimenti amministrativi. A rilevarlo è Giuliana Vespere, componente del Consiglio di Disciplina dell’Ordine degli Architetti PPC di Napoli e Provincia.

La semplificazione normativa ha spostato il peso sulle spalle dei tecnici

Negli ultimi anni, la progressiva semplificazione delle procedure edilizie ha trasformato profondamente il ruolo del professionista. Se un tempo il tecnico era principalmente interprete della norma, oggi è diventato garante diretto della veridicità, completezza e correttezza delle informazioni trasmesse alle amministrazioni. Un passaggio che ha alleggerito le procedure ma ha reso la responsabilità individuale più alta e più esposta.

«Se la semplificazione ha reso più snelle le procedure, ha anche trasferito sui professionisti una responsabilità più alta e più esposta», afferma il presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Napoli e Provincia, Lorenzo Capobianco. Una ridefinizione del mandato professionale che non tutti, evidentemente, hanno ancora pienamente interiorizzato.

Effetti sistemici di singole leggerezze

L’Ordine sottolinea come comportamenti non pienamente rigorosi, anche quando si tratta di episodi isolati, producano conseguenze che vanno ben oltre il singolo caso. La credibilità dell’intera categoria viene intaccata, si alimenta diffidenza nei rapporti con la pubblica amministrazione e, nella peggiore delle ipotesi, si genera un irrigidimento burocratico che rallenta l’intero sistema.

Le ricadute concrete non sono trascurabili: contenziosi, ritardi nella realizzazione delle opere, criticità nell’accesso ai finanziamenti. Un circolo che penalizza non solo i professionisti coinvolti, ma l’efficacia stessa degli interventi sul territorio.

Formazione, disciplina e un manifesto per la responsabilità

La risposta dell’Ordine non si esaurisce nell’azione disciplinare. L’intenzione è affiancarle una strategia più strutturata di prevenzione, puntando sulla cultura dell’etica professionale attraverso iniziative formative rivolte agli iscritti. «La credibilità è un patrimonio collettivo, costruito con competenza, rigore e senso dell’interesse pubblico», ricorda Capobianco.

E c’è già un passo concreto annunciato: «Da questa riflessione nascerà un manifesto che richiamerà l’intera comunità professionale a un rinnovato impegno di responsabilità, quale condizione essenziale per preservare il rapporto di fiducia con la Pubblica Amministrazione». Un documento che si preannuncia come punto di riferimento per tutta la categoria campana.

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