lunedì, Ottobre 19, 2026
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Danza in Prima, il Maschio Angioino diventa un palcoscenico

Il cortile del Maschio Angioino si è trasformato in un grande palcoscenico a cielo aperto, accogliendo quasi 300 ballerini per la terza edizione di “Danza in Prima”, la manifestazione che celebra il talento, la creatività e la passione dei giovani attraverso il linguaggio universale della danza. Un appuntamento che ha richiamato quindici scuole del territorio napoletano e non solo, regalando al pubblico una giornata di spettacolo, musica ed emozioni.

Dalla danza classica al moderno, passando per l’hip hop, il freestyle e le coreografie ispirate al mondo di Bollywood, il cortile di Castel Nuovo si è riempito di colori, costumi e ritmi coinvolgenti. Non sono mancate interpretazioni originali, tra atmosfere western e piccoli ballerini nei panni del Cappellaio Matto. A seguire le esibizioni anche numerosi turisti, incuriositi dalla possibilità di assistere a uno spettacolo nel cuore di uno dei monumenti più rappresentativi di Napoli.

L’iniziativa, promossa dalla Municipalità 1 con il contributo economico dell’Assessorato al Turismo del Comune di Napoli, guidato da Teresa Armato, ha confermato la volontà delle istituzioni di sostenere le realtà artistiche locali e offrire ai giovani nuove opportunità per esprimere le proprie capacità.

Alla manifestazione ha partecipato anche il sindaco Gaetano Manfredi, che ha sottolineato il valore educativo della danza, considerata non soltanto una disciplina artistica, ma anche uno strumento fondamentale per la crescita personale e sociale delle nuove generazioni.

«La danza è una grande scuola di formazione per i nostri giovani, perché insegna la disciplina, il rigore e il rispetto per gli altri», ha dichiarato il primo cittadino, evidenziando come il lavoro quotidiano delle scuole e il sostegno delle famiglie rappresentino elementi essenziali per costruire percorsi educativi sani. Manfredi ha inoltre richiamato l’importanza di promuovere iniziative capaci di favorire la socializzazione, il rispetto delle regole e la consapevolezza del proprio corpo.

Ogni scuola ha avuto a disposizione un’esibizione della durata massima di sei minuti, un tempo sufficiente per mostrare preparazione tecnica, originalità e capacità interpretativa. La direzione artistica è stata affidata al maestro Stefano Angelini, mentre l’organizzazione generale è stata curata da Marco Panico. Ad aprire la manifestazione sono stati i ragazzi dei gradoni, protagonisti di un’esibizione freestyle che ha dato il via alla giornata.

Particolarmente significativo l’intervento di Giovanna Mazzone, presidente della Municipalità 1, che ha rilanciato l’idea di offrire ai giovani ballerini una vetrina internazionale, proponendo la loro partecipazione a una delle manifestazioni collegate all’America’s Cup.

Una prospettiva che potrebbe rappresentare un’importante occasione di visibilità per le scuole di danza e per tanti ragazzi che dedicano buona parte del proprio tempo libero agli allenamenti, spesso affrontando sacrifici considerevoli insieme alle proprie famiglie.

Mazzone ha inoltre posto l’accento sul ruolo sociale della danza in un periodo segnato dalle preoccupazioni per i fenomeni di violenza giovanile. L’attività artistica, secondo la presidente, può contribuire a contrastare isolamento e disagio, insegnando ai ragazzi a confrontarsi con le difficoltà, ad accettare le sconfitte e a trovare la determinazione necessaria per ricominciare.

A spiegare le ragioni alla base dell’iniziativa è stata anche Benedetta Sciannimanica, assessore alla Cultura, allo Sport e alle Politiche sociali della Municipalità 1, impegnata nell’organizzazione dell’evento.

L’obiettivo, ha evidenziato, è permettere ai giovani danzatori di uscire dagli spazi tradizionali dei saggi di fine anno e dei teatri, portando la propria arte direttamente tra i cittadini. Una scelta che rende la danza più accessibile e offre alle scuole la possibilità di farsi conoscere da un pubblico più ampio.

Il settore coreutico rappresenta del resto una realtà importante nel panorama sportivo e culturale italiano. Secondo i dati richiamati dagli organizzatori, il movimento della danza conterebbe oltre un milione di tesserati, a testimonianza di una diffusione che coinvolge bambini, adolescenti e adulti.

Soddisfazione è stata espressa anche da Luca Iacovelli, assessore della Municipalità 1 con delega alle Attività produttive e ai Grandi eventi, che ha ringraziato il sindaco per aver consentito ancora una volta di ospitare la manifestazione nel cortile del Maschio Angioino.

Tra le realtà partecipanti figurano Mart Dance, Obiettivo Danza, Centro Danza Napoli, ASD Dimensione Danza Napoli, Reve Centrodanza, Centro Studi Artedanza, Dansheart, L’École de la Danse Ferrante, Liberty Dance, Harmony, Saltationes, Boscoreale Danza, la Scuola di Danza di Loredana Di Filippo e il Centro Studi Fantasy Dance.

Al di là delle coreografie e degli applausi, la terza edizione di Danza in Prima ha lasciato un messaggio preciso: investire nella cultura e nelle attività artistiche significa investire sui giovani e sul futuro della città. Il Maschio Angioino, per un giorno, non è stato soltanto un monumento da visitare, ma uno spazio vivo, capace di mettere insieme generazioni, esperienze e linguaggi differenti.

Una festa collettiva che ha dimostrato come la danza possa diventare uno strumento di aggregazione, inclusione e crescita, valorizzando il lavoro silenzioso che ogni giorno viene svolto nelle scuole e nelle palestre del territorio.

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