sabato, Agosto 1, 2026
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Terremoto ai Campi Flegrei, scossa di magnitudo 4.7: 21 feriti e danni tra Pozzuoli e Napoli

Terremoto ai Campi Flegrei, forte scossa di magnitudo 4.7 avvertita in tutta Napoli. Ventuno feriti, due gravi. Crolli e blackout, porto di Pozzuoli chiuso e circolazione ferroviaria sospesa per le verifiche. Altri terremoti nella serata.

Una violentissima scossa di terremoto ha colpito l’area dei Campi Flegrei ed è stata avvertita distintamente in tutta Napoli e in numerosi comuni della provincia. Il sisma principale si è verificato alle 19.46 e, dopo le prime valutazioni, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha indicato una magnitudo di 4.7. L’epicentro è stato localizzato nell’area flegrea, a circa sei chilometri da Napoli.

La scossa, particolarmente intensa e superficiale, ha provocato paura tra migliaia di persone. In numerosi quartieri di Napoli e soprattutto nell’area compresa tra Pozzuoli, Bagnoli, Agnano e Fuorigrotta molti residenti hanno lasciato le proprie abitazioni riversandosi in strada. Il terremoto rappresenta uno degli eventi più forti registrati nell’area negli ultimi decenni e si inserisce nella lunga fase di bradisismo che interessa la caldera dei Campi Flegrei.

Dopo l’evento principale la terra ha continuato a tremare. Una nuova scossa di magnitudo 3.8 è stata registrata intorno alle 22, mentre poco prima della mezzanotte un altro terremoto ha raggiunto magnitudo 3.1. La sequenza sismica resta sotto osservazione e non viene esclusa la possibilità di ulteriori eventi nelle prossime ore e nei prossimi giorni.

Il bilancio provvisorio è di 21 persone ferite. Due sono in condizioni gravi e sono state ricoverate in codice rosso. Parallelamente sono partite le verifiche sugli edifici e sulle infrastrutture maggiormente interessate dal terremoto.

Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, ha fatto sapere di essere in contatto con il prefetto di Napoli e con il capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile. È stata convocata l’Unità di crisi con l’obiettivo di coordinare gli interventi, assistere la popolazione e seguire l’evoluzione della situazione sul territorio.

Numerosissime le richieste arrivate ai vigili del fuoco dopo la scossa. Tra le segnalazioni figurano ascensori rimasti bloccati, cadute di calcinacci, cornicioni danneggiati e problemi strutturali ad alcuni edifici. È stata inoltre segnalata la necessità di intervenire per il cedimento di un solaio. In Prefettura è stato attivato il Centro coordinamento soccorsi con la partecipazione degli enti coinvolti nella gestione dell’emergenza.

Pesanti conseguenze si sono registrate anche sul sistema dei trasporti. Dopo il terremoto la circolazione ferroviaria nel nodo di Napoli è stata sospesa per consentire i controlli tecnici sulle infrastrutture. Lo stop ha interessato treni Alta Velocità, Intercity e Regionali, con i tecnici impegnati nelle verifiche previste dalle procedure di sicurezza. La circolazione è poi tornata regolare intorno all’1.30.

Problemi sono stati segnalati anche sulla rete metropolitana, con disagi nell’area di Mergellina. L’interruzione dei collegamenti e le verifiche effettuate dopo il sisma hanno avuto ripercussioni sulla mobilità cittadina proprio mentre numerose persone cercavano di spostarsi o raggiungere familiari e conoscenti.

Particolarmente delicata la situazione a Pozzuoli, uno dei territori maggiormente esposti agli effetti della crisi bradisismica. Il Comune ha immediatamente attivato il Centro operativo comunale per coordinare il monitoraggio e l’assistenza alla popolazione, mantenendo i contatti con l’Osservatorio Vesuviano, la Protezione civile e le altre strutture competenti.

Sono state predisposte anche le aree di attesa previste dai piani di Protezione civile. L’amministrazione comunale ha invitato i cittadini a mantenere la calma e soprattutto a seguire esclusivamente le comunicazioni provenienti dai canali istituzionali, evitando la diffusione di notizie non verificate in una situazione già caratterizzata da forte preoccupazione.

Il terremoto ha provocato danni anche alla rete idrica. In alcune strade sono state segnalate rotture delle condotte, con acqua fuoriuscita sulla carreggiata. Una parte del costone nell’area della Solfatara avrebbe inoltre ceduto, rendendo necessari ulteriori controlli per verificare le condizioni del terreno e l’eventuale presenza di situazioni di pericolo.

Tra Pozzuoli e Bagnoli sono stati registrati diversi distacchi di cornicioni e intonaci. A Pozzuoli è stata segnalata anche la caduta di parte della facciata di una palazzina. Secondo le informazioni disponibili, il crollo non avrebbe coinvolto direttamente persone.

A Napoli una delle criticità più importanti ha riguardato la rete elettrica. Un cedimento parziale di un traliccio dell’alta tensione nella zona di Agnano ha provocato problemi all’alimentazione di diverse aree della città. I tecnici sono intervenuti per utilizzare percorsi alternativi della rete e ripristinare progressivamente l’erogazione.

Blackout sono stati segnalati soprattutto a Fuorigrotta e Bagnoli, con conseguenti problemi anche alle connessioni internet e agli impianti degli edifici. Le squadre tecniche sono rimaste al lavoro per eliminare le criticità residue e riportare il servizio alla normalità.

A Napoli è stata inoltre attivata l’area di accoglienza di via Terracina, mentre sono proseguiti per tutta la notte i controlli sugli edifici e sulle infrastrutture. Molte famiglie, soprattutto nelle zone occidentali della città, hanno preferito trascorrere diverse ore all’aperto per timore di nuove scosse.

Situazione di forte apprensione anche a Bacoli. Il sindaco Josi Della Ragione ha disposto la disattivazione delle Ztl e convocato il Centro operativo comunale. Anche il Comune è stato coinvolto nel coordinamento avviato dalla Prefettura di Napoli per affrontare le conseguenze del terremoto e verificare eventuali danni.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha seguito l’evoluzione dell’emergenza mantenendo i contatti con il ministro Musumeci, il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e il prefetto di Napoli Michele di Bari. L’attenzione del Governo resta concentrata sugli interventi necessari e sull’esito delle verifiche avviate nelle aree maggiormente interessate.

Tra le conseguenze più rilevanti della scossa c’è anche la chiusura del porto di Pozzuoli. Il terremoto avrebbe provocato profonde spaccature nelle corsie utilizzate per raggiungere le banchine commerciali, rendendo necessari accertamenti sulla stabilità e sulla sicurezza dell’area.

La Capitaneria di porto ha quindi disposto la sospensione dei collegamenti marittimi in partenza e in arrivo dallo scalo flegreo. Il provvedimento interessa decine di corse giornaliere effettuate con traghetti e mezzi veloci verso Ischia e Procida, con possibili conseguenze significative sulla mobilità del fine settimana.

La Regione Campania ha annunciato verifiche tecniche sulle banchine per stabilire l’entità dei danni e valutare quando sarà possibile riaprire il porto. La situazione è particolarmente delicata per la coincidenza con l’inizio di agosto, periodo caratterizzato da un forte aumento dei flussi turistici verso le isole del Golfo di Napoli.

A Pozzuoli, intanto, è iniziata la distribuzione di acqua e generi di prima necessità alle persone rimaste fuori dalle proprie abitazioni. Numerosi cittadini hanno trascorso la serata e parte della notte sul lungomare e nelle aree aperte, mentre le squadre comunali hanno continuato a raccogliere segnalazioni e svolgere sopralluoghi.

Dal Centro operativo comunale di Monterusciello viene seguita costantemente l’evoluzione della situazione. Tecnici e squadre di intervento sono stati inviati nei punti in cui sono stati segnalati crolli di cornicioni e altri danni. Controlli sono stati avviati anche nella zona dei Gerolomini, interessata dal distacco di una parte del costone.

Traffico intenso è stato registrato nell’area dell’Anfiteatro e di piazza Capomazza, mentre numerose persone sono rimaste all’aperto anche ad Arco Felice. A Monterusciello, invece, non sarebbero emerse criticità particolari nelle prime verifiche.

L’attenzione resta ora concentrata sull’evoluzione dello sciame sismico. Secondo la direttrice dell’Osservatorio Vesuviano, Lucia Pappalardo, l’attuale fase rientra nel quadro di attività della caldera flegrea, che negli ultimi anni ha mostrato un aumento della sismicità associata al bradisismo. L’esperta ha sottolineato come possano verificarsi altre scosse nei prossimi giorni.

Particolarmente significativo è stato il livello di accelerazione del suolo registrato nell’area epicentrale, indicato dalla direttrice dell’Osservatorio Vesuviano come molto elevato e superiore a quello osservato durante alcuni dei più importanti eventi recenti. La magnitudo 4.7 conferma inoltre la presenza di una fase sismica che continua a richiedere un monitoraggio costante.

Nelle prossime ore proseguiranno quindi i sopralluoghi su edifici, strade, reti elettriche e idriche, infrastrutture ferroviarie e strutture portuali. Le autorità continueranno contemporaneamente a seguire l’attività della caldera dei Campi Flegrei, mentre per migliaia di residenti tra Pozzuoli e Napoli resta la preoccupazione per la possibilità di nuove scosse.

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