Il mercatino coperto di Bagnoli è uno specchio fedele dello stato del quartiere. Tra i corridoi, accanto ai commercianti che resistono, aumentano i box chiusi e le saracinesche abbassate. Un mercato che un tempo era vivo e rappresentava il cuore pulsante del quartiere, oggi vive di desolazione e pochi commercianti stoici. Una situazione sotto gli occhi di tutti, che va avanti da anni nel silenzio quasi generale.
Non si tratta di casi isolati, ma di un problema strutturale: spazi inutilizzati, attività che faticano a sopravvivere e un mercato che funziona a metà. Le cause sono note: burocrazia, costi elevati, mancanza di incentivi, paura dovuta ai noti eventi sismici e a mancate ristrutturazioni dell’edificio. Ciò che però determina la più grande carenza è senza alcun dubbio l’assenza di un progetto chiaro di rilancio.
La struttura mostra segni evidenti di degrado: infiltrazioni, scarsa illuminazione, manutenzione discontinua. Problemi segnalati più volte, rimasti spesso senza risposta. Così il mercatino perde “appeal” e il rischio è quello di un lento svuotamento, con nuove chiusure all’orizzonte.
Eppure il mercato non è solo commercio, ma un presidio sociale fondamentale per Bagnoli. Lasciarlo andare al declino significa togliere al quartiere uno dei pochi luoghi di aggregazione rimasti, significa snaturare l’anima vera della nostra comunità.
Servono interventi concreti, non annunci. Continuare a rimandare vuol dire accettare che anche il mercatino coperto diventi l’ennesima occasione persa.

