martedì, Maggio 12, 2026
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Usura ed estorsione aggravate dal metodo mafioso: tre misure cautelari tra Ercolano e Torre del Greco

Nuovo colpo alle attività criminali legate all’usura nell’area vesuviana. I militari della Tenenza Carabinieri di Ercolano e del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Torre del Greco hanno eseguito un’ordinanza cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

Il provvedimento riguarda tre persone, gravemente indiziate dei reati di usura ed estorsione aggravati dal metodo mafioso. Per uno degli indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre gli altri due sono stati posti agli arresti domiciliari.

Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura Distrettuale di Napoli, gli indagati avrebbero inizialmente concesso alla vittima un prestito caratterizzato da tassi usurari particolarmente elevati. Successivamente, davanti alle difficoltà nel pagamento delle somme richieste, sarebbero iniziate pressioni sempre più pesanti per ottenere il denaro.

Gli investigatori contestano agli indagati una serie di minacce e intimidazioni reiterate, accompagnate da modalità ritenute riconducibili al metodo mafioso. La vittima sarebbe stata costretta a subire continue richieste di denaro in un clima di forte paura e soggezione.

L’operazione rappresenta il risultato di un’attività investigativa portata avanti dai carabinieri attraverso raccolta di testimonianze, accertamenti e riscontri investigativi che hanno consentito alla Direzione Distrettuale Antimafia di ricostruire il presunto sistema usurario ed estorsivo.

Gli inquirenti sottolineano come il fenomeno dell’usura continui a rappresentare un grave pericolo sociale, soprattutto nei confronti di persone in difficoltà economica che finiscono nelle mani della criminalità.

Il provvedimento eseguito costituisce una misura cautelare adottata nella fase delle indagini preliminari. Gli indagati restano pertanto presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva e contro l’ordinanza sono ammessi i mezzi di impugnazione previsti dalla legge.

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