martedì, Maggio 12, 2026
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Castellammare di Stabia, 14enne chiama i carabinieri dagli scogli: salvato grazie a un dialogo di oltre sette minuti

CASTELLAMMARE DI STABIA – “Carabinieri Castellammare, prego”. Dall’altra parte del telefono la voce tremante di un ragazzo. “Buona sera, sono minorenne, non è un reato ma una cosa psicologica”. È iniziata così la chiamata arrivata alla centrale operativa della Compagnia dei Carabinieri di Castellammare di Stabia, alle 20:20 di una serata che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia.

A parlare è un ragazzo di appena 14 anni, schiacciato da un forte disagio depressivo. Problemi legati alla scuola, alle amicizie e alle difficoltà di comunicazione con i genitori. Questioni che, soprattutto in adolescenza, possono diventare enormi e travolgenti.

A rispondere al telefono un Vice Brigadiere della centrale operativa, padre di due figli. Fin dai primi istanti comprende che quella non è una semplice telefonata: è una richiesta di aiuto, un disperato tentativo di aggrapparsi alla vita.

Il giovane si trova sugli scogli del lungomare di Castellammare di Stabia. Intorno a lui il mare, il buio e pensieri difficili da sostenere. Il militare decide allora di restare in linea con lui, ascoltandolo senza giudicare, cercando di instaurare un rapporto di fiducia mentre, parallelamente, viene allertata una pattuglia della sezione radiomobile.

In quei lunghi minuti il carabiniere non minimizza il dolore del ragazzo e non prova a distrarlo. Lo lascia parlare, lo incoraggia a sfogarsi, condividendo anche la propria esperienza di padre per rassicurarlo e convincerlo a non restare solo.

La paura e la vergogna del 14enne emergono durante la conversazione, ma il Vice Brigadiere riesce lentamente a tranquillizzarlo e a convincerlo a raggiungere la cassa armonica della villa comunale, dove nel frattempo stanno arrivando i carabinieri.

Sette minuti e trentatré secondi di dialogo intenso e delicato, durante i quali il militare accompagna il ragazzo passo dopo passo fino all’incontro con la pattuglia. Una volta raggiunti i carabinieri, il giovane ha ringraziato per il sostegno ricevuto.

Successivamente il 14enne è stato affidato ai propri genitori.

Una storia che mette ancora una volta al centro il tema del disagio psicologico giovanile, sempre più diffuso e spesso silenzioso, e l’importanza dell’ascolto e della vicinanza nei momenti più difficili.

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