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Nazionale italiana: le dimissioni del ct e del presidente Gravina scuotono il mondo del calcio

Nazionale, terremoto dopo il flop Mondiale: dimissioni del ct e passo indietro di Gravina

ROMA – Una crisi profonda scuote il calcio italiano. Dopo la mancata qualificazione al Mondiale, arrivano le dimissioni del commissario tecnico della Nazionale italiana di calcio, seguite dal passo indietro del presidente federale Gabriele Gravina.

Una doppia scossa che apre una fase di totale incertezza per il futuro azzurro.

Il tecnico ha spiegato che la decisione era maturata già al termine della gara contro la Bosnia, definendola “impellente” e dettata da un forte coinvolgimento emotivo.

“L’obiettivo principale era riportare l’Italia al Mondiale. E non ci siamo riusciti”, ha dichiarato, sottolineando come la scelta di lasciare rappresenti un atto di responsabilità per permettere un nuovo corso.

Nel suo messaggio, ha comunque rivendicato il lavoro svolto con lo staff, citando la collaborazione con Gennaro Gattuso e il percorso avviato per rafforzare il settore giovanile e la crescita dei talenti.

Parallelamente, Gabriele Gravina ha rassegnato le dimissioni dalla guida della Federazione.

Nel comunicato ufficiale era stata annunciata la sua disponibilità a intervenire l’8 aprile in Commissione Cultura della Camera dei Deputati per riferire sullo stato del calcio italiano, ma successivamente è stato comunicato che l’audizione non avrà luogo.

Diversi esponenti del mondo calcistico hanno commentato la decisione.

Per Fabio Capello, le dimissioni erano attese: “Si è comportato correttamente”, ha dichiarato, senza sbilanciarsi sul futuro.

Più amaro il commento di Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione Allenatori, che ha parlato di un momento difficile: “È un dispiacere, ma ora bisogna ripartire. Siamo in difficoltà da anni, non da oggi”.

A sottolineare le criticità strutturali è stato anche Umberto Calcagno, presidente dell’Associazione Calciatori, che ha evidenziato come uno dei problemi principali sia lo scarso impiego di calciatori italiani.

“Dobbiamo lavorare con la politica per introdurre norme che aiutino a valorizzare i nostri giocatori”, ha spiegato, indicando la necessità di un cambiamento che parta dalla base fino ai vertici del sistema.

Il calcio italiano entra ora in una fase di profonda riflessione. Nei prossimi mesi si dovrà ricostruire una nuova guida tecnica e dirigenziale, con l’obiettivo di rilanciare la Nazionale italiana di calcio dopo una delle delusioni più pesanti degli ultimi anni.

La sfida sarà quella di trasformare la crisi in un’opportunità di rinnovamento, partendo dai giovani e da una riorganizzazione complessiva del sistema.

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