sabato, Giugno 27, 2026
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Terremoto di magnitudo 7,2 e 7,5: quasi 40mila dispersi in Venezuela

VENEZUELA – Un nuovo dramma ha colpito il Venezuela nel pomeriggio di ieri 25 giugno. Il Paese è stato travolto da un devastante sciame sismico tra le più gravi catastrofi della sua storia recente. Il terremoto principale, di magnitudo 7,2, registrato il 24 giugno lungo la costa centrale, è stato seguito da una seconda forte scossa di 7,5. Il sisma è stato percepito anche in Brasile, Colombia e Guyana. Secondo le proiezioni del Servizio geologico degli Stati Uniti (USGS), il numero delle vittime potrebbe superare le 10mila. I dispersi sarebbero già quasi 40mila. Il bilancio ufficiale resta provvisorio, ma già angosciante.

Le conseguenze più pesanti si registrano nel Distretto Capitale e negli Stati di La Guaira, Miranda, Aragua e Falcón. A La Guaira, una delle zone più colpite, il crollo degli edifici e le difficoltà nei rifornimenti hanno favorito presto anche terribili episodi di saccheggio.

Ingenti sono, invece, i danni alle infrastrutture. Numerose abitazioni sono collassate, così come parte dell’aeroporto internazionale Simón Bolívar di Maiquetía, costretto pertanto a sospendere le attività. Interrotte inoltre le forniture di energia elettrica e gas in diverse aree del Paese. L’emergenza si inserisce in un contesto già profondamente compromesso da anni di crisi economica, carenze sanitarie e massiccia emigrazione.

Le operazioni di ricerca procedono lentamente. I vigili del fuoco, le protezione civile e i volontari lavorano spesso con attrezzature insufficienti. Imperterriti continuano a scavare tra le macerie nella speranza di trovare superstiti. Per rafforzare i soccorsi, Caracas si è aperta all’arrivo di squadre internazionali provenienti da numerosi Paesi.

La Presidente Delcy Rodríguez ha rivolto un appello alla calma. Assicura che la priorità al momento resta il salvataggio delle persone intrappolate. Sono arrivati messaggi di sostegno e offerte di aiuto da parte di diversi governi, compresi Stati Uniti, Ecuador ed El Salvador. Nel frattempo le autorità continuano a monitorare la situazione. Lo sciame sismico, infatti, non si è ancora esaurito del tutto. Nuove scosse potrebbero colpire le aree già devastate, aggravando ulteriormente una crisi umanitaria senza precedenti.

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