Napoli, protesta animalista alla vigilia di Pasqua: “No alla mattanza degli agnelli”
Attivisti in piazza contro la tradizione pasquale: “Serve un cambiamento culturale”
Napoli – Una protesta simbolica e dal forte impatto emotivo alla vigilia di Pasqua. Gli attivisti dei collettivi Napoli Animal Save e Spazio Animale sono scesi in piazza per lanciare un messaggio chiaro: dire no al consumo di carne di agnello durante le festività.
L’iniziativa, organizzata nel centro cittadino, ha voluto richiamare l’attenzione su una pratica che, secondo gli attivisti, si intensifica proprio nel periodo pasquale, quando l’agnello diventa uno dei piatti simbolo della tradizione.
Nel corso della manifestazione, i partecipanti hanno denunciato le condizioni degli animali negli allevamenti e lungo la filiera che porta alla macellazione.
Secondo quanto sostenuto dagli organizzatori, gli agnelli vengono separati dalle madri a poche settimane dalla nascita e avviati verso una breve vita destinata alla produzione alimentare. Una condizione che, per i promotori dell’iniziativa, rappresenta una contraddizione rispetto al significato simbolico della Pasqua, associata alla rinascita.
“Gli agnelli vengono uccisi quando sono ancora cuccioli, spesso dopo essere stati separati precocemente dalle madri”, ha spiegato uno degli organizzatori di Napoli Animal Save, sottolineando anche le criticità legate al trasporto degli animali verso i macelli.
Gli attivisti hanno evidenziato come i viaggi possano durare molte ore e avvenire in condizioni ritenute non adeguate, con possibili conseguenze sul benessere degli animali.
Durante la protesta, è stato lanciato un invito a rivedere le proprie scelte alimentari, non solo durante le festività ma nella quotidianità.
“Possiamo celebrare senza ricorrere a pratiche che comportano sofferenza animale”, ha dichiarato un’attivista di Spazio Animale, parlando della necessità di un cambiamento culturale che superi tradizioni considerate ormai non più sostenibili.
Quella degli agnelli a Pasqua resta una questione che ogni anno riapre il dibattito tra tradizione e sensibilità animalista. Da un lato il valore culturale e gastronomico, dall’altro le istanze legate al benessere animale e alla critica dell’industria della carne.
La manifestazione napoletana si inserisce in questo confronto, destinato a proseguire anche oltre le festività.


