NAPOLI – Non è stato un semplice dissenso, ma una rottura netta, plateale e destinata a pesare sugli equilibri futuri di Palazzo San Giacomo. Con un intervento duro, pronunciato direttamente dall’aula consiliare, il consigliere Gennaro Esposito ha ufficializzato il suo addio alla maggioranza che sostiene il sindaco Gaetano Manfredi, segnando la prima, vera crepa nella coalizione che guida la città dall’inizio del mandato.
“Amministrare contro i cittadini”: l’accusa di Esposito
Il punto di rottura non è stato un singolo episodio, ma il culmine di divergenze maturate nel tempo. Il consigliere ha puntato il dito contro una visione politica che, a suo avviso, ha smarrito la bussola delle priorità. L’accusa principale è pesante: l’amministrazione Manfredi starebbe privilegiando lo sviluppo turistico “a tutti i costi”, sacrificando le necessità quotidiane di chi a Napoli ci vive.
Secondo Esposito, il modello di città attuale — caratterizzato da una gestione dello spazio pubblico e del turismo definita asfissiante — sta avendo ricadute dirette e negative sulla qualità della vita. I temi sollevati dal consigliere sono molteplici:
- Salute Pubblica: l’impatto dei livelli di inquinamento acustico e atmosferico legati alla movida.
- Gestione dello Spazio Urbano: la difficoltà dei residenti nel vivere quartieri ormai trasformati unicamente in vetrine per visitatori.
- Qualità della Vita: la percezione di un’amministrazione distante dai bisogni dei cittadini, più attenta ai grandi flussi turistici che alla vivibilità ordinaria.
Un gesto formale: addio alla Commissione Sport
L’uscita dalla maggioranza non si è limitata alla dichiarazione d’intenti. Esposito ha rassegnato formalmente le dimissioni dalla presidenza della Commissione Sport e Impianti Sportivi, un segnale di distacco operativo oltre che politico. «Metto a disposizione la presidenza – ha dichiarato in aula – affinché sia assegnata ad altro consigliere», una mossa che certifica la fine di ogni collaborazione istituzionale con l’esecutivo.
Cosa cambia ora per Manfredi?
Fino a ieri, la maggioranza guidata da Gaetano Manfredi appariva coesa, quasi impermeabile a scosse esterne. L’addio di Esposito rompe questo equilibrio. Le domande che ora si pongono gli osservatori politici sono due:
- È un caso isolato? Si tratta di una scelta dettata da una sensibilità specifica del consigliere, oppure la protesta di Esposito intercetta un malessere più profondo, sotterraneo, presente in altri settori della coalizione?
- La tenuta della coalizione: Sebbene, numericamente, la tenuta della maggioranza non sembri essere a rischio immediato, il peso politico di questa separazione è innegabile. La narrazione di un’amministrazione “contro i cittadini” è un tema forte, capace di fare presa nell’opinione pubblica e di complicare il percorso dell’amministrazione sui temi legati alla gestione della città.
La palla passa ora al sindaco Manfredi e alla sua giunta, chiamati a ricucire uno strappo che, al di là dei numeri, accende un faro critico su una delle questioni più delicate e divisive del momento: il futuro della vivibilità di Napoli nel pieno della sua esplosione turistica.


